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Rsu pubbliche, ai confederali il 75%

La Cisl primeggia nei ministeri e negli enti pubblici non economici, la Cgil taglia il traguardo in testa nelle Regioni e negli enti locali e fra le agenzie fiscali.
Si conclude così l’esame della rappresentatività dei sindacati nelle diverse articolazioni del pubblico impiego, avviato con le elezioni di inizio marzo.
Il processo, in realtà, non è concluso del tutto, un po’ perché manca ancora il contratto nazionale quadro che avrebbe dovuto riscrivere la geografia dei comparti in base alla riforma Brunetta, e un po’ perché in alcuni settori i risultati sono ancora oggetto di contestazione.
I risultati vengono accolti con soddisfazione, naturale, da parte dei sindacati maggiori.
«Le sigle confederali – commenta per esempio Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl funzione pubblica – conquistano oltre il 75% dei consensi, dimostrando la difficoltà del sindacalismo autonomo e delle posizioni più massimaliste a fare breccia tra i lavoratori».
Soddisfazione anche nell’Ugl, che si vede certificata la rappresentatività nei ministeri e alla presidenza del Consiglio dei ministri, con un risultato che secondo il segretario confederale Fulvio Depolo «premia l’impegno quotidiano e constante di tutti i nostri sindacalisti sul territorio».
Più agitate, invece, le acque in alcuni sindacati di comparto, soprattutto nei settori più caratterizzati dalla presenza di sigle specifiche.
Quasi certa, per esempio, una coda di contenzioso all’interno del comparto Regioni-Autonomie locali, dove la soglia per la rappresentatività è superata dai confederali e dal Csa, mentre la Diccap-Confsal si ferma mezzo punto percentuale più in basso.
Un risultato contestato dai diretti interessati, che lamentano la parzialità dei conteggi (almeno 200 enti sembra non siano riusciti a trasmettere i dati).
In questa fase la rappresentatività, che si ottiene superando la media del 5% in termini di voti e di deleghe, serve soprattutto per la distribuzione delle prerogative sindacali, dal momento che i rinnovi dei contratti continueranno ad essere congelati almeno fino al 2014, e lo stesso capiterà agli stipendi individuali alimentati dagli integrativi territoriali.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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