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Rsu, anche i precari eleggibili

Alle prossime elezioni delle Rsu potranno candidarsi anche i precari. Purché risultino titolari di un contratto a tempo determinato almeno fino al termine delle attività didattiche. Lo hanno stabilito i rappresentanti dell’Aran (agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e dei sindacati che, a questo proposito, il 28 novembre scorso, hanno sottoscritto un’ipotesi di modifica del contratto quadro del 1998. Novità anche per la decadenza dei rappresentanti sindacali. La bozza di testo negoziale prevede anche una rivisitazione della disciplina, che adesso sarà meno rigida. Resta fermo il limite dei 3 anni di validità della Rsu e la preclusione assoluta della loro prorogabilità. Ma la decadenza per mancanza del numero legale avverrà solo ed esclusivamente ser rimarrà in carica meno il 50% dei membri che la compongono. In caso di dimissioni di un componente, la lettera di dimissioni dovrà essere formalizzata alla Rsu, che ne darà notizia tramite affissione all’albo sindacale e ne darà comunicazione all’amministrazione. La comunicazione recherà anche il nome del subentrante, che sarà individuato nel primo dei non eletti della stessa lista dove era collocato il componente dimissionario. L’accordo non spiega come comportarsi se il componente della Rsu cambia casacca, dando la disdetta al sindacato di precedente appartenenza e nel contempo iscrivendosi ad un altro. Nel caso in cui, dopo le dimissioni, siano decorsi 45 giorni e la Rsu non abbia provveduto a tali adempimenti, ci penserà l’amministrazione. Non di meno, la vera innovazione introdotta dal nuovo accordo riguarda l’accesso all’elettorato passivo da parte dei precari. La novità riguarda i supplenti con contratto almeno fino al 30 giugno che, oltre a poter votare, potranno anche candidarsi. Viene rimossa, così, una stortura del precedente sistema elettorale, che precludeva ai precari l’accesso alle candidature. Anche in questo caso si tratta di adeguarsi alla norme Ue, che vietano trattamenti discriminatori tra lavoratori che fanno lo stesso mestiere. A nulla rilevando la durata del contratto di lavoro. L’accesso dei precari all’elettorato passivo apre nuovi scenari, perché così facendo le organizzazioni sindacali potranno individuare i candidati con maggiore facilità, potendo giovarsi anche delle nuove leve, prima relegate al ruolo di meri elettori. La data delle consultazioni è in calendario per i giorni 3, 4 e 5 marzo 2015. Le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie serviranno, oltre che per eleggere i rappresentanti sindacali scuola per scuola, anche e soprattutto per valutare il peso dei sindacati. La rappresentatività sindacale, infatti, si calcola facendo la media tra il numero degli iscritti (le deleghe in busta paga) e il numero dei voti alle Rsu. Il 50% della rappresentatività viene calcolata facendo riferimento agli iscritti e il restante 50% sulla base dei voti. Per ottenere la rappresentatività, requisito essenziale per avere accesso ai tavoli della contrattazione collettiva, è necessario che l’organizzazione sindacale raggiunga almeno il 5% del tasso di rappresentatività complessivo. Questo per le organizzazioni di comparto. Per accedere ai tavoli negoziali riguardanti i contratti quadro, invece, è necessario appartenere a una confederazione, che viene considerata rappresentativa solo se comprendo almeno due sindacati rappresentativi nei singoli comparti di appartenenza. Ad oggi, nel comparto scuola, i sindacati rappresentativi sono Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals-Confsal e Gilda-Unams.

Fonte: Italia Oggi

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