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Rotta trattativa Tar e Consiglio di Stato

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Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa hanno annunciato la “sospensione del tavolo” per i progetti relativi al fondo per lo smaltimento dei procedimenti arretrati di Tar e Consiglio di Stato. Sono “proposte irricevibili – spiegano i sindacati in una nota congiunta – quelle formulate oggi dal Segretario delegato in sede di trattativa: somme irrisorie per i lavoratori, a fronte di ben piu’ lauti compensi per i magistrati, per giunta in assenza di certezze sulla loro erogazione”.

“A norma di legge e’ prevista la possibilita’ di destinare al personale risorse specifiche per l’incentivazione della produttivita’, soldi che – continua la nota – servono a migliorare il servizio e a ridurre i tempi della giustizia”.

“Tuttavia, nel corso del 2013, tali risorse – riferiscono i sindacati – sono state distribuite dagli organi di vertice della Giustizia Amministrativa ai soli magistrati, 1.300 euro a udienza, in aggiunta a stipendi che vanno dai 130mila ai 250mila euro lordi annui, ignorando la disposizione normativa che prevede che nel processo di incentivazione della produttivita’ venga coinvolto il personale di tutte le categorie, non dei soli magistrati”.

Per questo, “vista l’indisponibilita’ a trattare e l’inconsistenza, quando non l’odiosita’, delle proposte ricevute – conclude la nota di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa – abbiamo deciso di interrompere le trattative, annunciando sin d’ora la mobilitazioni nei luoghi di lavoro. I lavoratori non possono essere trattati come l’ultima ruota del carro del sistema proprio mentre si chiede loro di sobbarcarsi l’onere di colmare l’arretrato accumulato”.

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