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Riforma Pa, Renzi: “Sì al confronto ma il 13 giugno decidiamo noi”

“Ci vorranno i marines per cambiare la pubblica amministrazione”, aveva detto il premier Matteo Renzi. E così sarà. Renzi parla di “cambiamento radicale” nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri sulla Riforma della Pubblica Amministrazione, ma, allo stesso tempo, apre al confronto con i lavoratori e le parti sociali, rinunciando per una volta al suo decisionismo “piè veloce”. Così, è stato attivato un account mail attraverso il quale cittadini e lavoratori possono fornire consigli e idee. Mail eloquente: rivoluzione@governo.it.

I 40 giorni. Così Renzi ha concesso tempo alla discussione generale sulla Pa: “Noi offriamo per quaranta giorni al confronto la riforma: per la discussione dei dipendenti, delle forze sindacali – se vogliono avere la loro opinione – e del mondo produttivo. Non è una generica apertura di dialogo, ma l’indicazione di scelte di fondo”.

La lettera ai dipendenti pubblici. Renzi e il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Marianna Madia, hanno anche scritto una lettera aperta ai dipendenti pubblici, esponendo i principali obiettivi della riforma in 44 punti ed esortandoli a collaborare con il governo per miglioramenti e la sua successiva approvazione. La lettera ha un incipit eloquente: “Vogliamo fare sul serio. Il cambiamento comincia dalle persone”.

LA LETTERA APERTA DI RENZI E MADIA AI DIPENDENTI PUBBLICI

Dopo le europee. “Se avessimo presentato oggi il ddl delega e il decreto”, ha aggiunto Renzi, “per la riforma della Pa avremmo avuto contestazioni tipiche della campagna elettorale. Quindi prima ci sarà il confronto. E’ evidente che nella riforma della Pa niente è inderogabile. E non pensiamo che questa riforma sia un prendere o lasciare. La sua filosofia, però, sì'”. Anche il ministro Marianna Madia ha rilanciato il confronto con i sindacati “puntuale, nel merito delle proposte, ma no a un tavolo negoziale”.

Renzi e i sindacati.
“Il rapporto con i sindacati è incomprensibilmente affascinante”, ha detto con una certa ironia Renzi, “ma siamo ansiosi di conoscere le loro idee. Se si discute solo per discutere, siamo al bar dello sport. Noi invece dobbiamo fare le cose. Non siamo quelli dei diktat, ma siamo quelli dei conti alla rovescia. E il 13 giugno si va, in ogni caso, in Consiglio dei Ministri”. Mentre sull’Italicum, la nuova legge elettorale, “si prosegue come si è detto, no news, non c’è pezzo”.

L’avvertimento di Cgil e Cisl. “Facendo una riforma della Pa senza voler coinvolgere i lavoratori si fa un guaio”, aveva detto stamattina il leader Cgil Susanna Camusso, a ribadire al governo l’importanza di “non saltare gli interlocutori. Non è tanto una questione di sindacati, quanto il fatto che così non sarà possibile né rinnovare né dare efficienza alla Pa”. “La Cisl è un sindacato riformatore che non ha paura dei cambiamenti”, ha poi aggiunto il segretario Raffaele Bonanni, “se il governo ha intenzioni serie, noi saremo della partita”.

Le misure. Tra le misure della Riforma annunciate da Renzi: taglio alle strutture non necessarie e alle scuole di formazione dei dirigenti, ma niente esuberi; maggiore mobilità, agevolazione part-time, limiti dei compensi ai dirigenti, turnover da 10mila posti da lavoro; open data per i dati di spesa delle strutture, meno burocrazia, massiccia dose di innovazione tecnologica. Deadline: 13 giugno: “Vorrei evitare un decreto”, ha detto Renzi, “ma vedremo in che forma portare il provvedimento nel Consiglio dei ministri del 13 giugno”.

TUTTE LE MISURE DELLA RIFORMA DELLA PA

Le critiche di Fi. Polemico l’ex ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta (Forza Italia), su Twitter: “Matteo Renzi con la riforma della Pa fa l’esatto contrario degli 80 euro: rinvia a dopo elezioni per paura della reazione contraria di dipendenti pubblici e loro famiglie”. E in altri tweet: “La montagna ha partorito 3.250.000 lettere o mail. Non una sola parola sulla soddisfazione dei cittadini. Ma se vuole fare la riforma dalla parte dei cittadini noi siamo con lui”.

Il no del M5S. “E’ in pieno stile democristiano. Renzi annuncia provvedimenti enormi, come Monti e Letta, e poi la montagna partorisce il topolino”, ha detto il vicepresidente della Camera ed esponente del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, a Porta a Porta. Dello stesso tono la senatrice di Forza Italia, Anna Maria Bernini: “Una delusione e l’ennesimo rinvio. Invece di produrre idee, Renzi preferisce cercare nel web le idee che non ha, invitando a scrivere a rivoluzione@governo.It. Ma l’indirizzo giusto è renzisenzaidee@governo.it”.

Ok da Scelta Civica. “Scelta Civica avalla pienamente quanto finora anticipato da Renzi in materia di Pa”, ha fatto sapere invece nel pomeriggio il partito fondato dall’ex premier Mario Monti, “e ha pronte delle proposte semplici ma molto efficaci, che aiuteranno l’italia a liberarsi dalla selva di leggi, norme, delibere che bloccano il funzionamento dell’amministrazione pubblica”.

Fonte: La Repubblica

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