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Riforma Pa, Madia: in arrivo Ufficio unico del Governo e mobilità per i dirigenti

«La possibilità di accedere a tutte le informazioni che ci riguardano da un pc, con un nostro pin, e di potere ricevere tutto ciò che si può al domicilio telematico o di residenza: è questo il primo punto, su cui vogliamo investire di più». Così il ministro della Semplificazione, Marianna Madia, spiega in conferenza a palazzo Chigi uno degli aspetti qualificanti della riforma della Pa varata ieri dal Consiglio dei ministri. Per creare «raccordo tra governo e cittadino» ci sarà « un unico luogo sul territorio, un “Ufficio territoriale del governo” che metterà insieme tutta la periferia dello Stato», e dove ci sarà «un dirigente, il prefetto, che sarà responsabile di come l’azione del governo arriva al cittadini».

Potere sostitutivo al governo in caso di divergenze tra Pa
Tra le novità illustrate da Madia ai giornalisti, anche il cosidetto potere sostitutivo attribuito al governo dal disegno di legge delega in caso di inerzia di un’amministrazione chiamata ha dare il suo parere in una procedura amministrativa. «Se entro 30 giorni il ministero concertante non risponderà ad una richiesta di parere , quel silenzio verrà considerato come un assenso». Ma se tra le due amministrazioni c’è una divergenza di vedute, s«arà la presidenza del Consiglio a decidere come deve essere scritto il provvedimento».

Pin unico dei cittadini a regime del 2015, ma non per tutti i servizi
Rispondendo ad una domanda sui tempi di attuazione della riforma ( il ddl delega è tornato ieri in Cdm per modifiche al testo inziale dopo essere stato approvato in prima battuta a metà giugno, insieme al decreto Pa), il ministro ha fissato al 2015 il momento in cui avremo «un Pin unico dei cittadini funzionante», anche se «non ci sarà ancora la possibilità di avere tutti i servizi a casa». Per riuscire a far sì che il Pin unico «diventi la modalità con cui rovesciamo il rapporto tra Pa e cittadino – ha aggiunto – dobbiamo aspettare la fine di questa legislatura, la fine dei mille giorni delle riforme, che il premier Renzi sta raccontando e che dettaglieremo».

Ruolo unico strumento per dare mobilità ai dirigenti
Tra i temi toccati dal ministro nell’illustrare la riforma della Pa, anche quello, delicatissimo, della dirigenza pubblica. «Dobbiamo uscire dall’idea della frammentazione, dall’idea che ci siano più pubbliche amministrazioni. I dirigenti si devono sentire dirigenti “dello Stato”, non di un ufficio», ha sottolineato il ministro riferendosi al ruolo unico della Pa, che permetterà lo scambio e l’intercambilità (e mobilità) dei dirigenti nei vari settori della Pa.

Carriera “mobile” per i dirigenti: sarà possibile tornare indietro
A regime, «non si avranno più carriere legate al solo automatismo», ma si andrà avanti in base «alla valutazione e al merito« del proprio lavoro. «Oggi – ha ricordato Madia – non c’é incentivo a fare bene il proprio lavoro. Si passa dirigente di prima fascia solo se si libera un posto e, soprattutto, se si fa male da dirigente di prima fascia non si torna indietro». L’idea nuova del governo, ha concluso, é invece una carriera che si svolge «in modo assolutamente mobile: si può salire e si può scendere».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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