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Responsabilità per erogazioni illegittime e recuperi ai dipendenti
Il Commento di C. dell’Erba

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di C. Dell’Erba

Il vincolo del recupero delle somme illegittimamente erogate e la connessa maturazione di responsabilità amministrativa costituiscono uno dei temi più intricati e su cui le indicazioni della giurisprudenza non sono univoche. L’importanza dell’argomento è accresciuta dal fatto che il fenomeno appare sempre più frequente, in particolare alla luce degli esiti delle relazioni ispettive della Ragioneria Generale dello Stato.
Appare necessario che le amministrazioni diano corso al recupero delle somme illegittimamente erogate ai dipendenti nel corso degli ultimi 5 anni. Tale recupero deve essere preceduto dalla messa in mora degli stessi. Esso non può essere effettuato per i buoni pasto. Matura in ogni caso la responsabilità amministrativa in capo a coloro che hanno disposto la erogazione in modo illegittimo di compensi.
Recenti sentenze dei giudici amministrativi indicano le modalità, escludendo il recupero sui buoni pasto, e dei giudici contabili evidenziano come comunque la attribuzione di incrementi illegittimi al trattamento economico determini la maturazione di responsabilità.

IL QUADRO NORMATIVO
In materia di recuperi di somme illegittimamente corrisposte al personale abbiamo le previsioni dettate dall’articolo 2033 del codice civile. Esso stabilisce testualmente che “chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto ai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento, se chi lo ha ricevuto era in mala fede, oppure, se questi era in buona fede, dal giorno della domanda”.

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Il procedimento disciplinare nel pubblico impiego

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