Questo articolo è stato letto 0 volte

Regione, casse vuote e pagamenti a rischio pronta una stretta su missioni e compensi

«CON i tagli per circa tre miliardi e mezzo che ci impone il patto di stabilità sarà difficile che si possa chiudere il bilancio. Per questo ho presentato un pacchetto di norme per ridurre immediatamente la spesa». L’assessore all’Economia Gaetano Armao non usa giri di parole per lanciare l’allarme: «Sarà un autunno caldo», sussurra, mentre tra i dirigenti generali già circola l’ipotesi di «una carenza di liquidità» della cassa regionale: in soldoni, a settembre sarebbe a rischio la copertura sia degli stipendi dei dipendenti diretti e delle società controllate, sia delle buonuscite di chi lascia l’amministrazione per andare in pensione. La Regione è davvero a secco e nei vari assessorati si respira un clima di grande austerity. Alcuni dipartimenti, a esempio, non aprono più il pomeriggio: «A parte un giorno alla settimana, per il resto alle 14,30 chiudo tutto perché non ho più i soldi per pagare gli straordinari», dice il dirigente generale del Turismo, Marco Salerno. E che la Regione sia in una difficoltà finanziaria grave lo dimostra anche il mancato trasferimento da sei mesi delle somme che spettano all’Assemblea regionale: «Si sta mettendo a rischio l’intero funzionamento dell’Ars, di questo passo potrebbero mancare i fondi per il regolare pagamento degli stipendi di funzionari e deputati», dicono il capogruppo di Grande Sud, Giovambattista Bufardeci e il presidente vicario di Sala d’Ercole, Santi Formica.
Se il rischio stipendi a settembre per tutta la Regione al momento è comunque solo un allarme tenuto in sordina tra le mura degli assessorati, da ieri è ufficiale che il bilancio non ha piena copertura: «Con i tagli imposti dallo Stato il bilancio rischia di diventare insostenibile – dice Armao intervenendo a Sala d’Ercole – con questi tagli imposti dallo Stato, la Sicilia rischia di non farcela». Armao ha quindi presentato d’urgenza in commissione Bilancio un pacchetto di emendamenti per tagliare «subito» la spesae ridare fiato alle disastrate casse regionali. «Ho riproposto una serie di norme che purtroppo nel 2011 sono state stralciate dall’Assemblea regionale, ma adesso non c’è più tempo da perdere, dobbiamo stringere la cinghia immediatamente», aggiunge l’assessore. Di fatto si tratta di una vera e propria manovra. Previsto il blocco delle assunzioni fino al 2014 e la riduzione della pianta organica del 50 per cento rispetto ai pensionamenti durante il corso dell’anno. I dipendenti che hanno incarichi aggiuntivi dovranno devolvere il 20 per cento delle indennità all’amministrazione: percentuale che sale al 50 per cento se si tratta di dirigenti. Il personale della Regione comandato in altri enti pubblici dovrà rientrare entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge e, viceversa, i comandati nell’amministrazione regionale dovranno ritornare negli enti dai quali provengono. L’indennità di polizia corrisposta ai dipendenti del Corpo forestale sarà erogata solo a chi «espleta concretamente funzioni di polizia» e i dipendenti dei vari dipartimenti potranno andare in missione solo con il proprio mezzo di trasporto: la Regione rimborserà «fino al 20 per cento» del costo della benzina. Scure in arrivo poi per gli enti controllati: prevista la liquidazione di tutti gli enti che hanno meno di 70 dipendenti e i consorzi di bonifica da nove scenderanno a due, uno per la Sicilia Occidentale e un altro per quella Orientale. Inoltre gli amministratorie componenti di cda si vedranno ridotto il loro compenso del 10 per cento. E, ancora, «la partecipazione a comitati, collegi, commissioni e organismi di revisione dei conti sarà a titolo onorifico», cioè gratuita, e gli amministratori di società in perdita da tre anni non potranno essere riconfermati. Prevista la possibilità di far pagare alle imprese e ai cittadini qualsiasi tipo di controllo fatto dall’Arpa.
Un terzo capitolo della manovra riguarderà i costi della politica, anche se in realtà non si stabilisce alcuna cifra e si rimanda sempre a decreti del governatore Raffaele Lombardo. Nel testo si ripropone una generica «riduzione» dello stipendio dei deputati regionali, dei sindaci e presidenti di Provincia, nonché dei consiglieri comunali e provinciali. Riproposta anche l’abolizione dei consigli di circoscrizione, ad eccezione di quelli di Catania, Messina e Palermo. I componenti degli organi consiliari, se dipendenti pubblici, potranno assentarsi dal lavoro solo per l’effettiva durata delle riunioni e non per tutta la giornata. Per i Comuni con meno di 15 mila abitanti, infine, è «fatto divieto» di detenere partecipazioni in società esterne.
Questa in sintesi la manovra appena presentata all’Ars da Armao per ridurre al minimo la spesa. Intanto ieri la giunta ha approvato il rendiconto del 2011. E, manco a dirlo, anche su questo fronte i numeri sono tutt’altro che positivi. In calo del 12 per cento le entrate, incremento degli impegni di spesa dell’1,55 per cento e 358 milioni in più di residui attivi: entrate, quest’ultime, iscritte in bilancio ma non incassate. GAETANO ARMAO Assessore all’Economia ha pronta una manovra per recuperare soldi BIAGIO BOSSONE ragioniere generale della Regione prova a far quadrare i conti MARCO SALERNO Dirigente generale del Turismo ha disposto la chiusura pomeridiana degli uffici

Fonte: La Repubblica

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>