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Pubblico impiego, nuovo round sindacale

In attesa del testo del Ddl di riforma del mercato del lavoro, oggi al Dipartimento della Funzione pubblica è convocato il quarto incontro con le organizzazioni sindacali. Le parti rifletteranno sulle modalità di adeguamento delle nuove regole che verranno interpretate come «principi direttivi» c con cui coordinare l’ordinamento del pubblico impiego.
Il tema principale non è il nuovo articolo 18 , ma c il riassetto sui contratti in entrata, con il nodo dei contratti a termine. Nella Pa esistono ancora i contratti coordinati e continuativi (i vecchi co.co.co) e il primo obiettivo è quello di csuperare questa anomalia rispetto a cl settore cprivato.
Nel corso dell’incontro di oggi, basato su un documento messo a punto dal Dipartimento, proseguirà l’esame d elle ctipologie di contratti flessibili esistenti (compresi tempi determinati, interinali e contratti di lavoro socialmente utile) con l’obiettivo di tentarne una razionalizzazione. Per alcune amministrazioni – come ci ministeri – l’obiettivo della Funzione pubblica è ridurre al minimo queste forme di flessibilità che, invece, resterebbero insostituibili per la scuola o la ricerca. Altra ipotesi, come anticipato in occasione dell’ultimo incontro del 29 marzo, è quella di chiudere la stagione dei co.co.co. con una norma di raccordo che vincoli la Pa all’uso dei contratti a progetto nelle forme indicate dalla riforma. Ma sulla flessibilità in entrata si ragiona anche sulla possibilità di utilizzare l’apprendistato, mentre viene confermata l’idea di rafforzare il canale dei concorsi anche per contratti a tempo determinato, ipotesi già studiata in passato e che ora potrebbe essere resa strutturale per conciliare le regole di accesso con il dettato costituzionale che impone le assunzioni per concorso.
cInfine la questione dei licenziamenti, tutta da coordinare con la procedura , c già prevista nella Pa , c della «collocazione in disponibilità», per tentare il trasferimento del personale in eccedenza ad altre amministrazioni, con un trattamento economico pari all’80% dell’ultimo stipendio per due annualità di sospensione dall’impiego.
Tutta da definire, infine, la strada che si sceglierà per il coordinamento normativo: legge delega, Ddl o decreto. Lo deciderà nei prossimi giorni il ministro Filippo Patroni Griffi.

Fonte: Il Sole 24Ore

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