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Pubblico impiego, i tagli Comunità montane: via ai pensionamenti Province: rischiano i precari

Tagli del pubblico impiego: in cima la Provincia di Perugia, mammut cresciuto fino a 1200 dipendenti. I contratti a tempo determinato sono stati prorogati fino a fine anno, poi si vedrà.
Cosa succederà nel 2015 alle Province? In quella di Perugia i precari sono una sessantina: sono i primi a rischiare il posto. Molto dipenderà da cosa faranno le “nuove Province” da grandi. La riforma Delrio ha sostanzialmente evitato il voto, ma gli enti sono rimasti e i presidenti eletti 5 anni fa sono diventati commissari. Ora, un altro decreto deve stabilire quali competenze avranno questi enti: scuole, strade, centri per l’impiego?

Per ridisegnare l’assetto di competenze e uffici, la Regione conta di approvare una legge entro il mese di ottobre. Per quella data dovrebbe essere nero su bianco anche il decreto “Delrio 2”.

Vanno sistemati da qualche parte pure i dipendenti delle Comunità Montane. Al momento si occupano di agricoltura e verde e anche loro sono guidati da presidenti-commissari. Ne resterebbero 150, perché 55 sono pronti per andare in pensione con i criteri “pre riforma Fornero”. L’Inps ha fatto i conti e dato l’ok per le coperture finanziarie: «Si può fare». Martedì summit tra Regione, Province (quel che resta), Comuni (perché a regola di bazzica alcune competenze toccano a loro) e sindacati per fare il punto e andare avanti.

Prossima tappa Prefetture e Camere di Commercio, rischiano gli uffici di Terni, che potrebbe restare in piedi col giochino della “sede decentrata”, ma qualcuno potrebbe essere costretto a trasferirsi.

Fonte: Il Messaggero

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