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Province, tagli agli organici da «pesare» entro il 1° marzo

Città metropolitane nuove Province avranno tempo fino al 1° marzo per tradurre in euro il taglio delle dotazioni organiche, rispettivamente del 30 e 50% calcolato sulla spesa e non sul numero dei dipendenti, per poi arrivare entro la fine di marzo all’individuazione del personale in soprannumero. A offrire questo margine è una circolare predisposta da Funzione pubblica e Affari regionali, che dovrebbe essere diffusa nei prossimi giorni per offrire le istruzioni operative necessarie ad attuare il ricco capitolo che la riforma Delrio dedica al personale. Il vecchio termine del 31 gennaio è dunque superato, e le amministrazioni potranno determinare in piena autonomia le nuova configurazioni delle proprie risorse umane, il numero dei dirigenti e la articolazioni funzionali. La logica da seguire resta quella indicata nella legge 56/2014 e confermata nella Stabilità, due testi su cui la circolare propone una sintesi operativa indicando i diversi canali in cui dovrà esercitarsi la mobilità: i dipendenti seguiranno le funzioni, a partire da quelle fondamentali che restano ai nuovi enti. Le altre seguiranno le funzioni residue che andranno alle Regioni le quali, entro il 2016, potranno decidere se mantenere o riassegnare queste funzioni ai nuovi enti metropolitani o di area vasta. Solo dopo questi passaggi si affronteranno le procedure per la gestione degli esuberi residui, che potranno essere pensionati con le regole pre-Fornero, oppure potranno accedere con mobilità volontaria ad altre amministrazioni (in primis gli uffici giudiziari) o, infine, essere trasferiti con la mobilità obbligatoria. 

Ieri sul nuovo cronoprogramma attuativo della Delrio s’è confrontato l’Osservatorio nazionale, il tavolo cui partecipano Regioni, Anci e Upi oltreché i ministeri della Pa, degli Affari Regionali, dell’Economia e dell’Interno. All’incontro sono stati convocati anche i sindacati. Sui numeri del personale coinvolto (dovrebbero essere 8.500 dipendenti, esclusi i dirigenti, da ricollocare sui circa 44mila che attualmente hanno un contratto a tempo indeterminato) le informazioni puntuali della Sose arriveranno martedì prossimo.

La prima tappa, si diceva, è quella del 1° marzo, data entro la quale Province e Città dovranno pesare i tagli alla propria dotazione organica. Per farlo, spiega la circolare in arrivo, dovranno assumere come base di riferimento la spesa «fotografata» all’8 aprile scorso, calcolando per i dirigenti e le singole posizioni economiche il costo medio, rappresentato da trattamento fondamentale e media degli accessori per ogni categoria (compresi gli oneri riflessi a carico del datore). Ultimata questa tappa fondamentale, si potrà individuare il numero del personale “in eccesso” e far partire la mobilità, che dovrebbe seguire quattro vie. Per il personale dei servizi per l’impiego, la proroga è annuale e serve a far partire il Job Act che prevede la nascita dell’Agenzia nazionale per l’occupazione; una strada a sé sarà riservata anche a chi svolge i compiti di polizia provinciale, che sarà escluso dagli elenchi degli “esuberi” per essere coinvolto in una riorganizzazione ad hoc in rapporto con le altre forze di polizia sul territorio, mentre gli altri potranno essere indirizzati a seconda dei casi alle Regioni o alle Pa centrali (uffici giudiziari in primis). Per accogliere il personale, le Regioni potranno ampliare la propria dotazione organica, garantendo però la «neutralità finanziaria del processo». E proprio l’aspetto finanziario è quello che continua a preoccupare i sindacati: «Le Linee guida – spiegano – fanno chiarezza rispetto alle confuse disposizioni della legge di stabilità, ma non risolvono i problemi di mantenimento dei servizi e di difesa dei livelli occupazionali».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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