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Province, stop al boicottaggio

È diventato un minitagliando alla legge Delrio il decreto «enti locali» (dl 78/2015), che ieri ha ottenuto il disco verde definitivo da parte della camera. Anche grazie alla blindatura decisa dal governo che ha chiesto la fiducia all’aula di Montecitorio (i sì sono stati 364, i no 185). Molti fra i correttivi introdotti dal parlamento mirano proprio a far ripartire la riforma di province e città metropolitane, che ad oltre un anno dall’approvazione della legge 56/2014 ha fatto registrare pochi passi avanti. La novità principale è l’introduzione di un meccanismo di tipo sostanzialmente sanzionatorio a carico delle regioni che continueranno a boicottare il percorso di riallocazione delle funzioni sulla carta non più di competenza degli enti di area vasta, ma che attendono di trovare un nuovo padrone. I governatori dovranno provvedere entro il prossimo 31 ottobre, se non vorranno vedersi costretti a mettere mano al portafogli per finanziare le funzioni non trasferite. Sarà un dm a calcolare quanto dovrà essere versato dalle amministrazioni regionali inadempienti entro il 30 novembre per il 2015 ed entro il 30 aprile negli anni successivi. In questo modo il governo spera di mettere un toppa al buco che si è aperto nei conti delle ex province, mentre queste ultime, in base a un altro correttivo al dl 78 approvato durante l’iter parlamentare, per quest’anno predisporranno un bilancio di previsione solo annuale. Per il futuro, si vedrà, visto che gli ulteriori tagli previsti dall’ultima legge di stabilità mettono a rischio anche le funzioni rimaste a tali enti. Diverse modifiche mirano a sciogliere l’altro nodo delicato della riforma, strettamente connesso a quello delle funzioni, ossia la ricollocazione del personale, nel tentativo anche in questo caso, di accelerare il percorso. Anche per i comuni non mancano le novità, come la destinazione delle somme residue (pari a 29 milioni) sul fondo di solidarietà 2014 agli enti che hanno subito più forti riduzioni di assegnazioni a seguito dell’applicazione del riparto perequativo del 20% del fondo 2015, basato sulle capacità fiscali ed i fabbisogni standard. Infine, il dl ha imbarcato anche misure che nulla hanno a che fare con gli enti locali, a partire da quelle che puntano a risolvere il caos organizzativo delle agenzie fiscali causato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 37/2015.

Fonte: Italia Oggi

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