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Province addio, senza certezze Seimila dipendenti in cerca di futuro

SONO SMARRITI, in balia dei decreti e dei governi ballerini, agnelli sacrificali sull’altare della spending review. Perché dietro le polemiche sui costi della politica ci sono persone che rischiano di perdere il lavoro. In Lombardia sono seimila i dipendenti a tempo indeterminato delle Province che nulla sanno del loro destino. Un decreto, il contestato ddl Delrio che dovrebbe abolire le Province trasformandole in enti di area vasta, li considera un costo da tagliare, e la loro sorte non è certa. I sindacati seguono da tempo la vicenda, con una certa apprensione. Antimo De Col, segretario delle autonomie locali Cgil, pochi giorni fa ha tenuto una riunione con i dipendenti milanesi di Palazzo Isimbardi per analizzare i possibili sviluppi del disegno di legge Delrio. «La nostra prima preoccupazione è salvare l’occupazione dice De Col perché da altre parti d’Italia ci giungono notizie di possibili esuberi. Il Comune di Alessandria ad esempio ha messo in mobilità quasi la metà dei dipendenti». Conferma Mavì Gardella, responsabile enti locali funzione pubblica Lombardia: «La riduzione dei trasferimenti dallo stato agli enti locali ha pesato molto sui Comuni, ancora di più sulle Province. Così quando gli enti vanno in dissesto, come è accaduto ad Alessandria, ma in Lombardia anche a Barni nel comasco, partono tagli ed esuberi. A Campione l’orario dei dipendenti è stato ridotto dell’8%. A Carnago in provincia di Varese è stato dichiarato un esubero che ha impugnato il provvedimento. Certo se va avanti così le Province si chiudono da sole…». SITUAZIONE drammatica, in attesa che il decreto che vuole abolire o trasformare le Province passi l’esame del Senato. Agli oltre seimila lavoratori, alcuni dei quali (pochi) sono andati in pensione o presso altri enti, si aggiungono 414 dipendenti dei centri impiego poi costituiti in Afol. «Ci hanno dato garanzie sul reimpiego del personale continua la Gardella ma la cosa iportante è capire che fine faranno le funzioni e quindi i dipendenti. La polizia provinciale ad esempio ha il controllo ittico-venatorio del territorio, e fa le ispezioni nelle discariche abusive, un tema molto sentito. E nel decreto nulla su questo viene chiarito. Abbiamo chiesto da tempo un tavolo a Regione Lombardia per aprire un confronto anche con Anci e Upl, ma non abbiamo ancora avuto risposte». E il risparmio? «Sul costo della politica pura ci potrà essere un risparmio dichiara Mavì Gardella ma sul personale no di certo, perché quelle funzioni, alcune delle quali sono importantissime, qualcuno dovrà continuare a svolgerle. Secondo noi anzi bisognerebbe investire, in tecnologie e nuovi assunti, per svecchiare e ottimizzare davvero la pubblica amministrazione».

Fonte: il Giorno

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