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Rivista iscritta al Registro Stampa periodica del Tribunale di Rimini n. 135/2011 in data 3/2/2011

ISSN 2281-3764

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Questo articolo è stato inserito il 14/11/2011 , letto 2760 volte

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Legge di stabilità approvata: è scontro su tagli e licenziamenti al pubblico impiego

Via libera definitivo con 380 sì della Camera, in seconda lettura e senza modifiche, al ddl stabilità licenziato dal Senato.

Continuano però le polemiche sugli interventi che colpiscono il lavoro nel pubblico impiego. Dopo l’allarme lanciato dal mondo della scuola (la norma contenuta nel maxiemendamento su Cig e licenziamento dei dipendenti pubblici potrebbe portare al taglio di 10mila docenti e 300 Ata) secondo Rosanna Dettori, segretario della Funzione pubblica Cgil “perseverare nell’idea che per affrontare la crisi bisogna deprimere il lavoro pubblico, riducendone gli spazi, limitandone la capacità di assicurare diritti e servizi ai cittadini, a cominciare da quelli più esposti, e prefigurando cassa integrazione e licenziamenti, è un grave errore”. La Cgil promette che “continuerà a opporsi” a due punti dell’emendamento: le “liberalizzazioni e privatizzazioni feroci” dei servizi pubblici locali, che “producono spesso maggiori costi per cittadini e pubblica amministrazione e minori servizi” e le “operazioni di licenziamento o messa in mobilità dei lavoratori”.

(FONTE: www.ilpersonale.it)

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Commenti

Autore: mario
Data: 14/11/2011 11:01
La CGIL ha perfettamente ragione e' ora di finirla a colpire il lavoro pubblico che diventa per questi politici che non vogliono toccarsi il loro stipendio la scusante per i danni fatti da loro. Condivido che i dipendenti pubblici devono dare di piu', anche magari lavorando per 40 ore come i privati ma lo spostamento fino ad arrivare al licenziamento dei diepndenti, dopo che sono anni che non si sono fatte assunzioni se non di qualche invalido e' asurdo. Se si mette in condizione i dipendenti pubblici di lavorare si puo' e c'e' bisogno nelle sedi attuali vissto la carenza creata con le non assunzioni, senza doverli spostare lontani dalle loro famiglie o licenziare crando cosi' nuovi disoccupati e non riducendo di un solo euro il debito pubblico che non hanno fatti i cittadini ma i nosrti signori politici che sono strapagati e che sono anch'essi dipendenti pubblici'. Ma di questo nel maxiemendamento non sene parla. un grazie al governo e alla minoranza che ha votato un simile provvedimento solo per non farsi toccare le loro indennita'. Aggiungerei una sola parola VERGOGNA.

Autore: furia elviro
Data: 10/10/2012 23:02
il pubblico impiegonon ha bisogno di tagli indiscriminati, bensi di organizzazione e modernizzazione nei metodi dierogazione dei servizi al cittadino. I tagli si devono fare sugli enti inutili, sul numero dei parlamentari, consiglieri regionali,provinciali e comunali.In poche parole riduzione degli sprechi a tutti i livelli sia nel pubblico che nel privato. Bisogna eliminare i super stipendi, liquidazioni e pensioni d'oro.Lotta dura e continua all'evasione fiscale, che è il cancro vero dell'Italia; meno tasse e più investimenti, per creare posti di lavoro per i giovani.

 

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