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Questo articolo è stato inserito il 29/12/2011 , letto 264 volte , con i tag: anticorruzione innovazione

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Ministero PA e semplificazione: istituita Commissione di studio su trasparenza e prevenzione corruzione

Il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha istituito una commissione di studio sulla trasparenza e la prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. La Commissione, coordinata dal consigliere Roberto Garofoli, capo di gabinetto del Ministro, è composta da Raffaele Cantone, Magistrato in servizio presso la Corte di Cassazione, Ermanno Granelli, Consigliere della Corte dei Conti, e dai professori universitari Bernardo Mattarella, Francesco Merloni e Giorgio Spangher. La Commissione avrà il compito di elaborare, in tempi brevi, proposte in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione nella Pubblica amministrazione. La partecipazione alla commissione è a titolo gratuito.

(FONTE: Min. per la P.A. e la semplificazione)

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Commenti

Autore: sandra
Data: 07/01/2012 12:30
che dire? humm , sinceramente non lo so. Però è un bel casino.Manovra anticorruzione:BEN VENGA via la corruzione, viva la serena verità e sicerità, apertura alla libertà di comportarsi bene e secondo coscienza.Bene, staremo a vedere il futuro. Ci sarà ancora qualcuno capace di avere ed usare la coscienza?sandra

Autore: ivan corea
Data: 30/01/2012 22:00
PESCATORI ITALIANI, BUON ANNO ! REGISTRATA OGGI UN?ALTRA LEGGE VERGOGNA PREPARATA DAI SOLITI NOTIInserita martedì 10 gennaio 2012 alle 11:31 da AnapipescaÈ il regalo di fine anno che il Nuovo Consiglio dei Ministri si è prestato ad approvare il 28 dicembre 2011, ma poiché di fresca nomina vorremmo crederlo ancora inconsapevole degli effetti reali del provvedimento approvato d?urgenza perché in scadenza.Appena il giorno prima della riunione del Consiglio dei Ministri avevamo apprezzato la dichiarazione del Ministro della Giustizia Paola Severino : < La corruzione è presente in quella parte dell'amministrazione pubblica che esercita poteri discrezionali?..> ma, a quanto pare gli altri Ministri il 28 dicembre u.s. non l?hanno presa in giusta considerazione. Il Decreto Legislativo ? Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura, a norma dell'articolo 28 della legge 4 giugno 2010, n. 96 ? non tutela le risorse ittiche e non tutela la Pesca Italiana nella Comunità Europea, esso tutela soltanto gli interessi privati di un Monopolio retto da un Cartello Sindacale che con accordi discrezionali deve continuare a gestire i fondi pubblici italiani e comunitari destinati alla pesca italiana, perciò dotandosi anche di strumenti sanzionatori ancor più repressivi a scopi dissuasori qualora i pescatori volessero aprir bocca. Questo è ciò che accade quando chi dispone è colui che indisturbato occupa, da oltre vent?anni lo stesso posto alle dipendenze di una Pubblica Amministrazione che predispone le leggi per i Governanti che invece si rinnovano circa ogni anno, ben quattro i Ministri dal 2008 al 2011.Speravamo che questo Governo tecnico, nominato per eliminare gli sprechi e la ingiustizie che hanno determinato lo stato di crisi nazionale che si ripercuote alla fine solo sulle tasche degli italiani che hanno un?attività e un reddito controllabile, regolarmente denunciato, fosse più attento a cogliere gli aspetti che sono la causa primaria della corruzione e dell?inevitabile degrado.Ma non disperiamo, è un Governo composto anche da elementi di provenienza bancaria dove da molti anni è stata introdotta la rotazione triennale dei funzionari delle sedi periferiche, ci auguriamo dunque che si voglia applicare questa norma anche alla Pubblica Amministrazione della Pesca ANAPI Pesca ha già promosso, e il Tar del Lazio ci ha dato ragione, un primo ricorso al contro il DM 1 luglio 2011 arrogantemente prodotto alla firma di un inconsapevole Ministro non già per regolamentare la pesca e tutelare le risorse ittiche, ma, dopo la trasmissione Annozero, per minacciare e punire i pescatori, intervistati e colleghi, che avevano fatto intendere l?esistenza di illeciti amministrativi nella concessione ?privilegiata? di licenze di pesca .ANAPI Pesca, il 22 dicembre u.s., ha promosso un secondo ricorso al Tar del Lazio, contro il DM 21 settembre 2011 , impugnato anche dal Comune di Bagnara Calabra e dalla Provincia di Reggio Calabria perché è un atto ulteriormente prodotto solo per scopo di ritorsione contro i pescatori che avevano osato dire la verità e avevano poi partecipato a denunciare al Tar del Lazio il citato primo decreto 1 luglio 2011.ANAPI Pesca promuoverà il terzo ricorso avverso questo nuovo Decreto Legislativo decantato il 28 dicembre 2011 al Consiglio dei Ministri quale strumento che combatte la Pesca Illegale mentre , in realtà, esso reca incisi a maggior tutela di un Sistema incontrollato che non solo ?pesca? nei fondi pubblici, ma produce anche ?diseguaglianze? tra i pescatori dalle quali deriva il pubblico discredito che poi si ritorce su tutta la categoria.ANAPI Pesca ricorda a tutti che la Pesca Italiana è tradizionalmente costituita soprattutto da imprese che lavorano seriamente e con fatica nel rispetto delle regole, imprese dalle quali traggono sostentamento decine di migliaia di famiglie certamente non ricche, perciò non ci faremo piegare da quei pochi che si arricchiscono, a danno del nostro lavoro ed a spese della comunità, perché protetti da regole prodotte da Governi disattenti non solo a quelle minoranze che sono frammentate sul territorio dunque elettoralmente poco interessanti per la politica. Siamo consapevoli che il settore necessiti di un riordino della normativa soprattutto perché siamo noi pescatori che dobbiamo applicare le regole, ma nessuna normalizzazione si può raggiungere con decisioni univoche di concertazioni che, escludendo dal dialogo e dal confronto le imprese ed i lavoratori della pesca, hanno prodotto il disordine e l?illegalità che oggi vogliono addebitare solo a noi per continuare indisturbati a sottrarre risorse a tutta la comunità. ANAPI Pesca ed i Pescatori Rappresentanti delle Marinerie italiane sono a disposizione del nuovo Governo per un confronto diretto che, eliminando gli abusi della concertazione in uso, ponga le basi di uno sviluppo sostenibile che si può conseguire solo con regole eque e comprensibili . Disponibilità che ci auguriamo voglia essere colta entro 30 giorni da oggi, dopo di che, come abbiamo già fatto per i due decreti 1 luglio 2011 e 21 settembre 2011, opporremo le nostre ragioni nelle più opportune sedi di giudizio nazionali e comunitarie a questo Decreto Legislativo.Questa volta però promuoveremo anche nelle piazze italiane civili manifestazioni per divulgare al pubblico la doverosa corretta informazione sulla Pesca Italiana e sul Lavoro dei Pescatori, verità recentemente certificata anche dal Tribunale Amministrativo competente.

 

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