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Per Inps e Inail si discutono riduzioni selettive del personale

Superato il termine, inevitabilmente ordinatorio, previsto dalla direttiva del ministro Filippo Patroni Griffi per la presentazione entro oggi dei tagli delle dotazioni organiche di enti pubblici non economici, agenzie ed enti di ricerca, lunedì a palazzo Vidoni è previsto un tavolo tecnico per affrontare la delicatissima situazione di Inps e Inail.
I vertici dei due istituti si sono mossi negli ultimi giorni per chiedere un approfondimento prima di passare all’applicazione dell’articolo 2 del decreto 95, quello che ha varato il primo ciclo di spending review e che prevede la riduzione del 20% dei dirigenti e del 10% di funzionari e dipendenti. Un intervento che, se applicato alla lettera, produrrebbe circa 1.500 esuberi in Inail (pari al 15,6% dei 9.600 in servizio) e 4.400 in Inps (il 12,9% dei 34mila in forza); per un totale di circa 6mila addetti sugli 11mila stimati per le amministrazioni centrali dello Stato. I due istituti, com’è noto, sono impegnati nell’esecuzione di piani industriali di incorporazione di enti soppressi. Processi da garantire contemporaneamente all’attivazione di nuove funzioni che il Governo ha attribuito a Inps e Inail nell’ultimo anno.
L’Inail, che ha incorporato l’Ipsema e l’Ispesl, negli ultimi quattro anni ha già subìto una riduzione del 30% del solo personale amministrativo. E in quello che sarà il nuovo Polo della sicurezza, viene ricordato, lavorano figure professionali diverse dalle altre amministrazioni: medici, fisioterapisti, ingegneri, avvocati. Qui più che altrove serve, insomma, l’approccio del taglio selettivo che probabilmente non verrebbe assicurato se si rispettassero in pieno il tetti del 20 e 10% indicati nella spending.
Lo stesso discorso vale per l’istituto guidato da Antonio Mastrapasqua, che negli ultimi 15 anni ha visto ridurre la sua forza lavoro di un migliaio di addetti l’anno, passando dai quasi 42mila della metà dei ’90 agli attuali 34mila. Qui il piano industriale ha per oggetto l’incorporazione dell’Inpdap e i 34mila addetti, come ha fatto notare Mastrapasqua in un’intervista al Sole 24 Ore, sono circa la metà degli addetti degli omologhi istituti previdenziali tedeschi e meno di un terzo di quelli francesi. Il tavolo tecnico ottenuto per lunedì prossimo consentirà alle parti di affrontare queste complessità tentando la strada delle compensazioni previste dalla legge.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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