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Per immobili e auto blu scatta il blocco degli acquisti

DIVIETO di acquisto di immobili e di auto blu, stretta sulle consulenze, tagli alla retribuzione per diplomatici e magistrati. Si completa il quadro degli interventi della legge di stabilità che il Consiglio dei ministri esaminerà oggi pomeriggio, e che sostanzialmente rappresenta una prosecuzione del lavoro avviato con la spending review di luglio. L’obiettivo, centrato, è la cancellazione dell’aumento Iva che sarebbe scattato dal luglio del prossimo anno. Continua a pag. 11 ROMA – Divieto di acquisto di immobili e di auto blu, stretta sulle consulenze, tagli alla retribuzione per diplomatici e magistrati. Si completa il quadro degli interventi della legge di stabilità che il Consiglio dei ministri esaminerà oggi pomeriggio, e che sostanzialmente rappresenta una prosecuzione del lavoro avviato con la spending review di luglio. L’obiettivo, centrato, è la cancellazione dell’aumento Iva che sarebbe scattato dal luglio del prossimo anno. Complessivamente il pacchetto vale poco meno di 10 miliardi: 6,6 relativi all’Iva, finanziati con nuovi tagli di spesa, e circa 3 necessari per finanziare spese ritenute non rinviabili (tra cui quelle per la detassazione della produttività, i cui importi vengono raddoppiati rispetto al 2012); questi ultimi verranno invece «coperti» con un deterioramento del saldo di bilancio per il 2013. I risparmi oltre che il Fondo sanitario nazionale, le dotazioni delle Regioni e quelle dei ministeri toccheranno in generale i meccanismi di spesa della pubblica amministrazione, aggiungendosi a quelli già previsti dalle precedenti manovre. Così per tutte le amministrazioni incluse le autorità indipendenti e Consob scatta da subito (e durerà fino a tutto il 2014) il divieto di acquistare autovetture o stipulare contratti di leasing con lo stesso oggetto. Sono esclusi solo le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i servizi sanitari. Gli stessi enti per gli anni 2013 e dovranno ridurre le spese per mobili e arredi al 20 per cento di quelle sostenute nel 2011. Più articolato il blocco sugli immobili. Per il 2013 tutte le amministrazioni non potranno effettuare acquisti né sottoscrivere nuovi contratti di locazione, salvo che si tratti di rinnovi oppure di affitto a condizioni più vantaggiose dopo la dismissione di propri immobili. Dal 2014 le operazioni di acquisto saranno possibili solo se l’ente interessato potrà dimostrare che sono indispensabili e indilazionabili: toccherà all’Agenzia del Demanio valutare la congruità del prezzo. Per le consulenze, oltre al blocco di quelle aventi ad oggetto i servizi informatici, viene stabilito il divieto di rinnovare gli incarichi conferiti a esperti esterni. Gli interventi sul pubblico impiego toccheranno anche magistrati, diplomatici e alcune categorie di militari. I magistrati fino al 2014 non avranno alcun adeguamento retributivo a titolo di acconto o conguaglio, e si vedranno inoltre tagliare l’indennità speciale del 15 per cento relativamente al 2011, del 25 per il 2012 e del 32 per cento per i due anni successivi. Per i diplomatici scatta il taglio del 10 per cento delle indennità di base per l’attività svolta all’estero. In ambito militare vengono dimezzati i premi per gli ufficiali piloti e cancellati alcuni premi residuali per il personale addetto al controllo del traffico aereo. I possibili tagli alla sanità e gli interventi sui dipendenti pubblici hanno già scatenato reazioni. Nel primo caso a protestare sono le Regioni, mentre il ministro della Salute Balduzzi sostanzialmente attribuisce la responsabilità al ministero dell’Economia. E molto allarmati, in particolare per il taglio dell’indennità di vacanza contrattuale, sono i sindacati del pubblico impiego.

REGIONI

Fondi totali ridotti per 2,2 miliardi

Dopo il progettato intervento sul fronte dei costi più strettamente legati alla rappresentanza politica regionale, il governo torna a mettere mano alle più sostanziali voci di spesa delle Regioni. In particolare viene previsto per le Regioni a statuto ordinario un ulteriore taglio strutturale di un miliardo l’anno, che sostanzialmente raddoppia quello fissato a luglio con la spending review. Per gli enti a statuto speciale la riduzione aggiuntiva è di 500 milioni. Ma un ulteriore sacrificio è imposto a Sicilia e Sardegna, che si vedono decurtare i fondi speciali destinati nell’ambito del federalismo ai propri Comuni (per 500 milioni l’anno) ed alle Province (200 milioni). Il conto totale per le Regioni dovrebbe quindi raggiungere quota 2,2 miliardi in termini annui.

SANITÀ

Anche il Fondo sanitario nazionale è di nuovo chiamato a contribuire alle esigenze del bilancio dello Stato. I risparmi riguarderanno in particolare gli acquisti di beni e servizi; l’importo complessivo è comunque già stabilito in 1,5 miliardi rispetto al livello attualmente previsto. Tra le altre novità introdotte c’è un criterio quantitativo per la definizione del prezzo di riferimento alle condizioni di maggiore efficienza: sarà compreso tra il quinto e il venticinquesimo percentile dei prezzi rilevati per ciascun bene o servizio, tenendo conto dell’omogeneità. La misura del taglio dei contratti di appalto in essere passa dal primo gennaio 2013 dal 5 al 10 per cento. Il tetto di spesa relativo all’acquisto di dispositivi medici è ridotto dal 4,9 4 per cento e dal 4,8 al 3,9 per cento a partire dal 2014.

PUBBLICO IMPIEGO

Stretta su forniture e dispositivi medici Via l’indennità di vacanza contrattuale

Il blocco dei contratti pubblici è confermato anche per l’anno 2014. Ma i dipendenti pubblici oltre a non godere di rinnovi dovranno rinunciare a qualsiasi aumento contrattuale pregresso e, per gli anni 2013 e 2014, anche all’indennità di vacanza contrattuale, ossia al parziale recupero dell’inflazione che viene normalmente corrisposto proprio nei periodi in cui il contratto è scaduto. Per alcune categorie come magistrati e diplomatici scatta un taglio percentuale delle particolari indennità di cui godono. È prevista inoltre per i dipendenti pubblici una stretta sulla legge 104, ossia i permessi per l’assistenza a parenti malati o disabili: salvo il caso in cui riguardino il dipendente stesso, i figli o il coniuge, saranno retribuiti solo al 50 per cento.

Fonte: Il Messaggero

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