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Pensione integrativa: Perseo e Sirio si fondono

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Pubblichiamo il commento di FP-CGIL, CISL-FP, UIL-FPL e UILPA. su Sirio e Perseo, i fondi pensione del pubblico impiego insieme a Espero, si stanno fondendo, dando vita a un unico fondo di categoria dedicato ai lavoratori di Regioni, Enti locali, Sanità, Ministeri, Enac e Cnel.

“L’unione fa la forza, anche nel settore della previdenza complementare pubblica. Bene, dunque, la scelta della fusione di Perseo e Sirio, che risponde anche all’esigenza di abbattimento dei costi di gestione, rendendo l’adesione ancora più favorevole, pur considerando che la quota associativa attuale è di 16 euro per Perseo e 20 per Sirio, tra le più basse nel settore” prosegue la nota “fin qui, la strada non è stata semplice per i due fondi, complice l’incertezza occupazionale, il bisogno di reperire risorse aggiuntive per far fronte alle esigenze familiari e l’attesa economica negativa, anche se siamo fiduciosi perché il flusso delle adesioni è più che raddoppiato tra gli ultimi mesi del 2013 e il primo quadrimestre del 2014.

L’adesione ai fondi di previdenza complementare è fondamentale soprattutto per i giovani. Il rapporto fra la pensione e l’ultima retribuzione tenderà a diminuire dall’80% circa di oggi fino al 50-60%. Ciò significa che senza la previdenza complementare lo standard di vita di persone e famiglie, già messo a dura prova dalla crisi, potrebbe risultare compromesso. I fondi rappresentano dunque un’opportunità importante per assicurare ai dipendenti pubblici un reddito adeguato anche dopo l’uscita dal lavoro. Tutti i lavoratori, inoltre, indipendentemente dall’anzianità lavorativa, potranno trarre benefici non solo di natura contributiva ma anche fiscale dall’adesione volontaria al fondo, perché comporterà un obbligo contributivo ripartito fra amministrazioni e lavoratori.

Per questo saremo sempre impegnati a portare avanti un’adeguata campagna informativa e di adesione rispetto ad una conquista che abbiamo conquistato con fatica e con la forza dell’ascolto delle esigenze dei lavoratori”.

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