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Pensionamento d’ufficio, Madia: il decreto Pa dà la possibilità di far restare chi è una risorsa

La scelta di porre o meno la questione di fiducia verrà fatta «in base al numero e alla qualità degli emendamenti presentati» in aula. Così il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, parlando in aula alla Camera nel corso dell’esame del decreto di riforma della Pa. Per ora sono stati presentati quasi 700 emendamenti, ma i conteggi esatti si avranno solo stasera.

Pensionamento d’ufficio: il decreto dà la possibilità di far restare chi è una risorsa
Sul pensionamento d’ufficio «noi responsabilizziamo molto le amministrazioni: è l’amministrazione che deve capire se quella è un’eccellenza, che serve o se invece ha senso dare opportunità alle nuove generazioni», ha detto il ministro Marianna Madia.«Se la generazione di chi finora è stato cattivo maestro, altrimenti non ci avrebbe portato fin qui, si deve porre un problema: quello dell’innalzamento delle percentuali di turn-over. Mentre non serve fare una battaglia per l’eccellenze, visto che lo strumento messo a disposizione con il decreto dà la possibilità di far restare coloro che rappresentano una risorsa», ha sottolineato il ministro, parlando del pensionamento d’ufficio. «Non c’è quindi alcun problema di lesa maestà», ha spiegato.

Impegno al via libera alla delega entro l’anno
Il ministro ha detto di essere «impegnata entro la fine dell’anno ad approvare in via definitiva il disegno di legge delega» sulla riforma della pubblica amministrazione, il cui esame partirà dopo la pausa estiva.

Il relatore Fiano: è il primo tassello per cercare di ripristinare la fiducia fra cittadino e Stato
«Non è più il cittadino a rincorrere la pubblica amministrazione, ma è la pubblica amministrazione a entrare nella vita dei cittadini». Lo ha detto il relatore al decreto Pa, Emanuele Fiano (Pd), nel suo intervento d’apertura alla discussione generale in aula alla Camera sul provvedimento. Per Fiano il decreto legge è un «primo tassello» per cercare «di ripristinare un rapporto di fiducia tra cittadino e Stato». Operazione che proseguirà con la delega di riforma della Pa. Le misure quindi, sottolinea Fiano, sono finalizzate a «ridimensionare il gigante della burocrazia, senza però tagli lineari». Fiano sottolinea come il decreto «modifichi anche le capacità dello Stato di intervenire» sul fronte della corruzione negli appalti. Il lavoro in commissione Affari costituzionali, spiega il relatore, ha portato a «migliorare, ove possibile, il provvedimento, ascoltando il territorio e le categorie interessate» e restituendo così «un testo più efficace».

Damiano: vadano a buon fine le modifiche sulle pensioni
Nel decreto sulla pubblica amministrazione, ha sottolineato l’ex ministro e deputato del Pd, Cesare Damiano, ci sono due importanti misure di correzione del sistema previdenziale targato Fornero: «la prima riguarda ‘quota 96′ degli insegnanti, che sana un errore madornale della ‘riforma’ che ha intrappolati fino a oggi oltre 4.000 insegnanti. La seconda, relativa all’eliminazione delle penalizzazioni a carico di coloro che vanno in pensione di anzianità prima dei 62 anni: una vera e propria vessazione a carico dei lavoratori precoci. Queste correzioni sono molto sentire e attese dai lavoratori e, per la scuola, si apre la possibilità di assumere 4.000 nuovi insegnanti: una bella risposta alla disoccupazione intellettuale dei giovani. Queste misure, sostenute da un ampio schieramento di forze, debbono andare a buon fine: una nuova delusione sarebbe fonte di grave conflitto politico».

Binetti(Udc): illogico pensionare i medici universitari a 65 anni
Ha annunciato un emendamento in aula la deputata Udc Paola Binetti durante la discussione generale del decreto sulla pubblica amministrazione. «Mandare in pensione a 65 anni tutto il personale medico universitario non é frutto di una buona logica. Invitiamo il governo a rivedere la norma», ha detto Binetti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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