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Pa, stretta sulla spesa dell’1% all’anno

Non ci saranno prepensionamenti per dipendenti in esubero e la mobilità obbligatoria non sarà tra sedi fino a 100 chilometri ma a una distanza minore, che conosceremo solo oggi. Confermata invece l’abolizione dei trattenimenti in servizio per chi è ancora in ufficio oltre l’età pensionabile – misura che secondo il presidente Giuseppe Santacroce porterebbe una scopertura di organico in Cassazione di circa il 50% – anche se si lavora ancora sui tempi di rispetto dei contratti in corso. Mentre l’incentivo della contribuzione piena al part-time al 50% per i dipendenti che si trovano a 5 anni dai requisiti di pensionamento dovrebbe arrivare con il disegno di legge delega di riforma della Pa che reca il titolo “Repubblica semplice” e le cui bozze sono circolate ieri. Dopo l’incontro tra il ministro Marianna Madia e i sindacati sembra questo lo schema finale fissato per il varo dei provvedimenti sulla Pa nel Consiglio dei ministri atteso per oggi, al rientro dalla missione asiatica del premier, Matteo Renzi. Nel decreto dovrebbero essere confermati i vincoli light per il turn over, calcolato solo sulla spesa e non più sulla persone, la possibilità di demansionamento per gestire eventuali eccedenze, il taglio del 50% dei permessi e distacchi sindacali e il parziale ridisegno della tassazione sui veicoli, con l’addio al superbollo e l’arrivo dell’imposta regionale sulle nuove immatricolazioni al posto dell’Ipt. Sempre nel decreto ci sarebbe, tra l’altro, l’unificazione della scuole di formazione per la Pa, il commissariamento di Formez e il riordino delle Authority, con l’accorpamento di alcune funzioni per ottenere risparmi fino al 10% delle spese di funzionamento nonché il trasferimento di funzioni in materia di valutazione della performance dall’Autorità anticorruzione alla Funzione pubblica e un pacchetto di semplificazioni. «L’organicità del progetto di riforma si nota ed è molto chiara» avrebbe detto il ministro Madia ai sindacati, invitandoli a non soffermarsi sui singoli provvedimenti ma al disegno di cambiamento complessivo. Ieri le novità maggiori sono arrivate con la bozza del disegno di legge, composto per il momento di 13 articoli che affidano al Governo 8 deleghe da adottare nei sei mesi successivi all’approvazione della legge. Le materie affrontate sono tutte quelle annunciate nel documento presentato ai sindacati al termine della consultazione pubblica, cui hanno partecipato oltre 40mila persone. Si parte dalla riorganizzazione delle amministrazioni dello Stato, con la previsione di riduzione di uffici e personale impiegato in attività strumentali per dare più forza alle strutture che forniscono servizi diretti ai cittadini. Da questi interventi, che tra l’altro prevedono l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Penitenziaria negli altri corpi di Polizia, si scenderà a un perimetro delle Pa centrali e periferiche capace di garantire una minore spesa complessiva, nei primi cinque anni, dell’1% rispetto alla spesa sostenuta nel 2013. Nel capo secondo del Ddl le deleghe per la riforma della dirigenza e della valutazione dei rendimenti degli uffici. I principi indicati per il legislatore delegante confermano le anticipazioni del Governo: ruolo unico, superamento delle fasce, incarichi triennali, parte della retribuzione di risultato (15% del totale) agganciata all’andamento del Pil e l’affidamento di un budget ai dirigenti per premiare non più del 10% dei subordinati più meritevoli. Nella delega, oltre al part-time, ci sono anche misure immediate per promuovere la conciliazione con il telelavoro e i voucher per le baby sitter, mentre all’articolo 6 arrivano cinque deleghe per altrettanti testi unici su lavoro pubblico, società partecipate, conferenza dei servizi, controlli amministrativi e Camere di commercio, che verranno riorganizzate su base regionale. Sull’incontro con il ministro Madia dai sindacati arrivano critiche di merito e di metodo: «È stato un incontro deludente commenta Michele Gentile (Cgil) leggeremo con molta attenzione le misure sulla dirigenza, la mobilità, la contrattazione e decideremo in base ai contenuti se indire iniziative di mobilitazione». Sulla stessa lunghezza d’onda Francesco Scrima (Cisl): «Le proposte del governo restano assolutamente vaghe, il confronto si riduce a mera e sbrigativa informazione, mentre su una riforma di questa portata il coinvolgimento di chi deve attuarla è indispensabile». Per Marco Paolo Nigi (Confsal) «la proposta governativa è disorganica e penalizzante per i lavoratori pubblici». Mentre l’Avvocatura dello Stato annuncia tre giorni di sciopero. Domani in Consiglio dei ministri potrebbe arrivare la nomina del nuovo direttore dell’Agenzia delle entrate e un primo pacchetto di semplificazioni fiscali cui sta lavorando il viceministro Luigi Casero.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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