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Pa, dimezzati distacchi e permessi sindacali

Al via la spending review prevista nella riforma della Pubblica amministrazione: dal 1 settembre scatta la riduzione del 50% delle prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni. Il provvedimento, che rientra nella riforma della P.a., è stato disposto con una circolare firmata dal ministro della P.a. Marianna Madia il 20 agosto. La riduzione, si legge nella notizia pubblicata sul sito del ministero, «è finalizzata alla razionalizzazione e alla riduzione della spesa pubblica». Entro la fine del mese, dunque, i sindacati dovranno comunicare la revoca dei distacchi: «Entro la data del 31 agosto 2014 – si legge nella circolare – tutte le associazioni sindacali rappresentative dovranno comunicare alle amministrazioni la revoca dei distacchi sindacali non più spettanti». 

La riduzione del 50 per cento delle prerogative sindacali nella Pubblica amministrazione non «si applica alle Forze di Polizia ad ordinamento civile e al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco». L’eccezione per Forze di Polizia e Vigili del Fuoco, che era già prevista nel dl della riforma, prevede che «per ciascuna riunione sindacale, tenuta su convocazione dell’amministrazione, un solo rappresentante per ciascuna organizzazione può gravare sui permessi» previsti, rispettivamente nel decreto del presidente della Repubblica 18 giugno 2002 e nel decreto del presidente della Repubblica 7 maggio 2008. 

Per la Cgil il taglio dei distacchi e permessi sindacali «chiaramente metterà in difficoltà». Ma «siamo forti e continueremo ad esercitare la nostra funzione sindacale», sottolinea Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici. «Non sarà certo l’ennesimo taglio dei distacchi sindacali, che peraltro la Cisl non ha contrastato, a risolvere i problemi della Pubblica Amministrazione», dichiara il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine del Meeting di Rimini, «ma ora basta con la demagogia ed il populismo: ci aspettiamo dal Governo che rinnovi i contratti dei pubblici dipendenti fermi scandalosamente da ben sette anni ed un piano trasparente e dettagliato di riforma di tutta la Pubblica Amministrazione da discutere con il sindacato».  

Per la Uil questo provvedimento «non c’entra nulla con la spending review», dice Carmelo Barbagallo, segretario generale aggiunto, che spiega: «Da tale operazione non scaturirà alcun risparmio per lo Stato; anzi, il rientro dei distaccati comporterà un aumento dei costi per le casse pubbliche, perché occorrerà pagare a questi dipendenti anche il salario accessorio, i buoni pasto e la produttività».

Fonte: La Stampa

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