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Pa: Cgil e Uil, a rischio servizi enti previdenziali

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“Tra i tanti provvedimenti controproducenti per l’offerta di servizi e punitivi per il lavoro pubblico della legge di stabilità, c’è anche la riduzione di spesa degli enti pubblici previdenziali e assistenziali di almeno 300 milioni di euro”. Lo affermano in una nota Fp Cgil e Uil Pa.

“L’articolo 4 della legge di stabilità, qualora non dovesse subire modifiche, potrebbe comportare un ulteriore taglio del salario accessorio dei dipendenti del nuovo Inps e dell’Inail fino a 5.000 euro pro capite su base annua e l’azzeramento dei progetti per la produttività, compromettendo così il funzionamento dei due enti che, allo stato attuale, garantiscono servizi al di sopra degli standard europei dal punto di vista quali-quantitativo”.

“I risparmi di spesa – osservano i sindacati – possono essere effettuati operando su tutte le voci improduttive degli enti, sui veri sprechi, sulle inutili e costose duplicazioni come l’eccessivo e spesso immotivato ricorso a società di consulenza, gli affidamenti esterni per la gestione del patrimonio immobiliare, le spese logistiche e ad esempio accelerando l’unificazione delle sedi centrali e periferiche di Inps e Inpdap o razionalizzando la spesa nel settore informatico, vero buco nero della spesa di questi enti”.

“Il governo Monti e il ministro dell’Economia Grilli – conclude la nota – dovrebbero abbandonare la loro ossessione per la riduzione dello spazio pubblico e iniziare ad ascoltare chi, come gli esperti, gli operatori del settore e le organizzazioni sindacali, possono individuare le disfunzioni e le aree della nostra spesa pubblica improduttiva senza colpire i servizi e il salario dei lavoratori”.

(FONTE: www.rassegna.it)

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