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P.a., lavori flessibili ai raggi X

Spostata al 31 ottobre la scadenza per completare il monitoraggio sull’impiego dei lavori flessibili nella pubblica amministrazione, previsto dall’articolo 36, comma 3, del dlgs 165/2001. Il dipartimento della Funzione pubblica ha deciso di accogliere le molte richieste di spostamento del termine inizialmente previsto per il 30 settembre, motivate dalla circostanza che occorre coinvolgere nel procedimento anche gli organismi indipendenti di valutazione o nuclei di valutazione. Il monitoraggio sul lavoro flessibile attualmente aperto riguarda i comparti presidenza del consiglio dei ministri, amministrazioni statali a ordinamento autonomo e ministeri, Agenzie fiscali, enti pubblici di ricerca, enti pubblici non economici (incluse le Autorità di bacino e le federazioni e i consigli nazionali degli ordini professionali), enti previsti dall’articolo 70 del dlgs 165/2001, Cciaa, regioni ed enti pubblici non economici regionali, enti locali e Università. È ancora da attivare il monitoraggio per le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale, che, stando a quanto comunica Palazzo Vidoni, sarà aperto a breve. Quest’anno il monitoraggio ha una novità: ai sensi dell’articolo 1, comma 39, della legge 190/2012, occorre, infatti, anche includere gli incarichi «le posizioni dirigenziali attribuite a persone, anche esterne alle pubbliche amministrazioni, individuate discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione», specificandone i titoli e i curriculum. L’articolo 1, comma 39, è una delle disposizioni più ambigue e critiche della legge anticorruzione. Infatti, il suo scopo enunciato è «garantire l’esercizio imparziale delle funzioni amministrative e di rafforzare la separazione e la reciproca autonomia tra organi di indirizzo politico e organi amministrativi». Ma, nella realtà, invece di eliminare gli incarichi dirigenziali a contratto, la norma finisce per dare copertura alle cooptazioni senza concorso, legittimandole con un semplice monitoraggio dei titoli e dei curriculum.

Fonte: Italia Oggi

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