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«Ora è necessaria la formazione»

«Spesso non si pensa che anche procurarsi un modulo per una domanda abbia un costo per il cittadino o l’imprenditore.
Finora gli uffici – spiega Filippo Patroni Griffi, ministro della Pubblica amministrazione – non erano materialmente in grado di capire se e quanto le norme complicavano la vita della collettività attraverso l’introduzione di nuovi oneri.
Ora possono farlo.
Con il nuovo decreto sono stati previsti strumenti importanti per dare maggiore concretezza e scientificità all’attività di misurazione degli adempimenti e questo permetterà di tenere i costi delle procedure amministrative a un livello sopportabile per imprese e cittadini.
Infatti, si possono anche introdurre nuovi oneri, ma se ne devono eliminare altrettanti. Il saldo deve essere almeno pari a zero».

Se invece alla fine risultano più oneri di quelli cancellati?
Il Governo, grazie a una delega contenuta nel “semplifica-Italia”, può riportare i conti in pareggio.
La sfida ora è far breccia nelle amministrazioni. Bisogna partire con i programmi di formazione. Va coinvolta la Scuola superiore della pubblica amministrazione e devo verificare se può essere chiamato in causa anche il Formez.

Quali saranno i prossimi passi per snellire la burocrazia?
Va ripreso il disegno di legge di semplificazione.
Se fossi il prossimo ministro sarebbe la prima cosa che farei, perché lì sono stati messi a fuoco settori importanti per la semplificazione: edilizia, ambiente e sicurezza sul lavoro. Eppoi, bisogna continuare la collaborazione con le regioni e gli enti locali, con i quali in sede di conferenza unificata è stato avviato un tavolo di lavoro congiunto.
Inoltre, c’è tutto il versante del già fatto: bisogna assicurare l’attuazione delle misure non immediatamente operative.
Agendo su due versanti: da una parte monitorando le disposizioni già dotate di strumenti esecutivi e dall’altra verificando quali hanno invece ancora necessità di misure attuative.
È un compito che ogni ministro deve assumersi.
Un consiglio che mi sento di dare ai futuri ministri è di dedicare almeno un’ora al giorno a verificare lo stato di attuazione delle norme.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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