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Nello Stato ci si ammala nei fine settimana e nei “ponti”

L’assenteismo sul posto di lavoro è un male antico e ben radicato. Già nel 1983, in Fantozzi subisce ancora si metteva alla berlina, con la feroce ironia propria dei film sul ragioniere creato da Paolo Villaggio, questa piaga, mostrando tutti i dipendenti della Megaditta in tutt’altre faccende affaccendati durante l’orario di lavoro: chi a prendere il sole in terrazza, chi a giocare a calcio, chi in fuga verso il secondo mestiere. La realtà, più di trent’anni dopo, non è poi così diversa, soprattutto nella Pubblica Amministrazione

Proprio ieri è stato arrestato un funzionario del Comune di Ravanusa, in provincia di Agrigento, per aver prodotto, in un anno, ben diciotto certificati medici falsi, con cui aveva ottenuto 256 giorni di malattia, usati dall’uomo per curare, invece che la propria salute, i propri interessi in Romania. Sempre in Sicilia, a Termini Imerese, sono stati denunciati cinque dipendenti che designavano a turno uno di loro per timbrare anche i cartellini dei colleghi. Una professoressa di Prato, dal 2009 assente dal servizio per malattia, si è scoperta cagionevole per stare dietro la cattedra ma in vigorosa salute per organizzare eventi, concerti e concorsi musicali in tutta Italia e costituire perfino un’associazione musicale no-profit. L’accusa è di aver procurato un danno erariale di 124mila euro.

Il metodo più usato e “sicuro” per evitare l’ufficio resta comunque quello di darsi malati, ancora meglio se si può fare”ponte” con il fine settimana. Una recente statistica della Cgia di Mestre ha evidenziato come il 30% dei certificati medici venga rilasciato di lunedì, probabilmente per curare la depressione causata dal giorno più odiato della settimana. Per fortuna i dipendenti pubblici hanno una sorprendente capacità di ripresa, considerando che, sempre secondo la stessa indagine, il 25,9% delle assenze dura solamente una giornata, il 36% dura invece due o tre giorni.

Dall’altro lato della barricata, quello dei medici, la situazione non è rosea se sono stati recentemente condannati trentasei tra medici, fisioterapisti, infermieri, tecnici e addetti amministrativi, in servizio presso la ASL di Brindisi. Le telecamere dei Carabinieri hanno ripreso chi, ovviamente in orario di lavoro, andava a fare la spesa al supermercato, accompagnava i bambini a scuola. Una infermiera, seguita dai carabinieri del Nas, è stata vista addirittura recarsi al caseificio e al mercato.

Nel 2013 i dipendenti del settore pubblico hanno totalizzato in media 19 giorni di assenze retribuite, Lo ha calcolato il centro studi di Confindustria, secondo cui “L’assenteismo nelle aziende associate è al 6,5%. Nel pubblico impiego è di quasi il 50% più alto”, avvertono gli industriali: «Ridurre l’assenteismo nel settore pubblico a questi livelli più bassi permetterebbe un risparmio di oltre 3,7 miliardi di euro».

Sempre nel 2013, ultimo anno preso in esame, i dipendenti del settore pubblico hanno totalizzato in media 19 giorni di assenze retribuite, secondo i dati della Ragioneria generale dello Stato, 6 in più di quanto rilevato nel mondo Confindustria per un gruppo di dipendenti comparabile. L’assenteismo nel pubblico risulta quindi del 46,3% più alto rispetto ai 13 giorni di assenze retribuite rilevate dall’indagine per gli impiegati delle imprese associate a Confindustria.

Renato Brunetta, che fu spesso criticato per i toni duri, ha più volte accusato i governi successivi al Berlusconi IV , guidati da Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi, di non applicare le norme con cui aveva combattuto duramente, a partire dalla “tracciabilità” dei certificati medici, per i quali era obbligatoria la trasmissione on line in tempo reale direttamente all’Inps. I fatti stanno dando ragione all’ex Ministro per la Funzione Pubblica e su tutta la linea, anche per quel “fannulloni” che fece storcere la bocca a qualche anima candida, ma che, purtroppo, aveva fotografato realisticamente la predisposizione di molti.

Fonte: Il Tempo

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