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Mobilità volontaria difformità di indirizzi da parte dei comuni. Necessità di una regolamentazione da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica

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di V. Giannotti (www.ilpersonale.it 24/7/2012)

Si è già avuto modo di intervenire (www.ilpersonale.it 3/7/2012) sul concetto della mobilità volontaria così come disciplinata dal novellato art. 30 del d.lgs.n. 165/2001, ma è necessario chiarire alcune procedure attualmente utilizzate da alcuni Comuni che non solo non appaiono corrette ma spesso risultano al limite dell’elusione con rischio di nullità degli atti posti in essere. In un momento particolare dove il legislatore è intervenuto in modo pregnante sull’obbligatorietà della mobilità volontaria dei pubblici dipendenti al fine di favorire una corretta collocazione del personale della PA nelle amministrazioni che avessero carenza di organico, si continua ad assistere, tra l’altro, alla progressiva attivazione di vere e proprie procedure concorsuali in assenza, però, delle garanzie previste per le stesse così come disciplinate dal d.P.R. 9 maggio 1994, n. 487. Vediamo qui di seguito in dettaglio i differenti modi di comportamento delle amministrazioni locali.

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