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Misurazione e valutazione del personale degli enti locali. I cambiamenti – Il Commento di V. Giannotti

mobilità

di V. Giannotti (www.bilancioecontabilita.it 21/6/2016)

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.140 del 17/6/2016 il D.P.R. 09/05/2016 n.105 avente ad oggetto “Regolamento di disciplina delle funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di misurazione e valutazione della performance delle pubbliche amministrazioni”, il quale detta per gli enti locali alcune regole transitorie, ovvero fino all’operatività della legge delega in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (Legge 124/2015). L’art.1 comma 3 del citato DPR stabilisce infatti, per gli enti locali quanto segue: “Nelle  more  dell’adozione  del  decreto  legislativo  attuativo dell’articolo 17, comma 1, lettera r), della legge 7 agosto 2015,  n. 124, le disposizioni del presente  regolamento  trovano  applicazione nei confronti delle regioni e degli enti locali nei limiti di  quanto previsto dall’articolo 3, comma  4,  del  presente  decreto,  nonché dagli articoli 16, commi 2 e 3, e 74 del citato  decreto  legislativo n. 150 del 2009”. Appare, allora, opportuno esaminare gli articoli di rinvio validi fino all’approvazione del decreto legislativo attuativo ancora non elaborato quale schema da parte del Governo.

LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE DELEGA
Secondo la legge delega il Governo dovrà emanare in via definitiva il decreto attuativo sulla riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore (28/08/2015) della stessa legge delega (art.17 comma 1), ossia entro 28/02/2017. In particolare la legge delega all’art.17, comma 1, lett. r) detta i seguenti criteri cui il Governo dovrà attenersi:
“semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e di premialità; razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, anche al fine della migliore valutazione delle politiche; sviluppo di sistemi distinti per la misurazione dei risultati raggiunti dall’organizzazione e dei risultati raggiunti dai singoli dipendenti; potenziamento dei processi di valutazione indipendente del livello di efficienza e qualità dei servizi e delle attività delle amministrazioni pubbliche e degli impatti da queste prodotti, anche mediante il ricorso a standard di riferimento e confronti; riduzione degli adempimenti in materia di programmazione anche attraverso una maggiore integrazione con il ciclo di bilancio; coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni; previsione di forme di semplificazione specifiche per i diversi settori della pubblica amministrazione”.

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