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Madia, sbloccata la mobilità: oltre mille dipendenti pubblici verso gli uffici giudiziari

Sbloccata la mobilità nel pubblico impiego. L’annuncio con un tweet del ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sotto l’hashtag “#riformaPa. «Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso gli uffici giudiziari, dove c’era carenza di personale. Priorità a quelli delle Province».

Dettori (Fp Cgil): basta spot, Madia convochi un tavolo
«Basta con la pratica degli annunci e degli spot uno dietro l’altro, Chiediamo che sia convocato immediatamente un tavolo», ha dichiarato Rossana Dettori, segretario generale della Fp Cgil, replicando al tweet del ministro Madia. «Aspettiamo ancora le tabelle relative al decreto 90 – spiega Dettori – non si risolvono così le carenze dell’organico. Manca una regia sul fabbisogno, la dotazione dell’organico, la mobilità e la formazione. In questo modo si cancella unilateralmente il contratto di lavoro». Secondo la sindacalista, chi continua a pagare sono i lavoratori: per questo il sindacato domani organizza una serie di iniziative in particolare a difesa dei lavoratori delle Province. Dettori contesta anche le posizioni assunte su procedure disciplinari e licenziamenti nella Pa: «Le norme ci sono ma nessun dirigente si assume la responsabilità di licenziare. Il problema vero, però, è il lavoro che non c’è, non come mandare a casa i lavoratori».

Anci e Upi scrivono a Madia
Intanto Anci e Upi hanno scritto al ministro della Semplificazione Marianna Madia. «Il tempestivo riavvio del confronto sulle questioni relative alla legge di riforma della pubblica amministrazione», chiedono nella lettera i presidenti di Anci e Upi, Piero Fassino e Alessandro Pastacci. Dopo aver manifestato apprezzamento per la discussione sul disegno di legge appena ripresa dalla commissione Affari costituzionali del Senato, Pastacci e Fassino ricordano che «il dibattito tra Governo e Autonomie sul provvedimento in sede tecnica e politica si è articolato in diverse tappe in Conferenza Unificata, in occasione delle quali le Associazioni scriventi hanno dato parere favorevole al disegno di legge, in considerazione di una valutazione generale positiva fatta dal Ministero alle nostre proposte fondamentali, in particolare per quanto attiene alla riforma della dirigenza pubblica e alle semplificazioni procedurali e del sistema dei controlli». Da qui la richiesta del riavvio del confronto «sugli argomenti di maggiore interesse per le Autonomie locali, al fine di inserire le proposte di modifica in sede di esame in Commissione al Senato».

Upi: indicazioni certe da parte del Governo
«La legge di stabilità – ricorda i presindente dell’Upi, Pastacci – prevede che le Regioni, i Comuni e le Amministrazioni centrali debbano prioritariamente assorbire il personale delle Province e delle Città metropolitane dichiarato in soprannumero, senza che gli stessi enti siano obbligati a versare alle amministrazioni che ricevono il personale il 50% della spesa annua per questi dipendenti». Pastacci sottolinea la collaborazione «per consentire alle pubbliche amministrazioni di assorbire i circa 20mila dipendenti delle Province che, secondo quanto stabilito dalle di Stabilità, dovranno essere dichiarati in soprannumero nei nostri enti. È un obiettivo impegnativo, che, perché sia pienamente raggiunto, ha bisogno di indicazioni certe da parte del Governo a tutte le amministrazioni statali e territoriali, altrimenti non sarà possibile garantire il futuro lavorativo e professionale di persone che sono e devono essere considerate una risorsa preziosa per il Paese».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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