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L’Istat aumenta il tetto degli stipendi dei manager

È di 302.937 euro la retribuzione spettante per l’anno 2012 al primo presidente della Corte di cassazione, Ernesto Lupo. Il dato, comunicato dal ministero della giustizia e reso noto ieri dalla Funzione pubblica, costituisce quindi il limite massimo per il 2013 degli emolumenti di qualsiasi soggetto che riceva compensi dalla p.a.. Inclusi dirigenti ministeriali, responsabili delle agenzie fiscali e componenti delle authority di vigilanza. Il tetto è stato previsto dall’articolo 23-ter del dl n. 201/2011, che ha reso più rigorosa l’applicazione della soglia già fissata dalla legge n. 244/2007. Nel 2012, quindi le amministrazioni che erogavano trattamenti economici superiori hanno dovuto ridurre le retribuzioni fino al predetto limite. Riferendo alle commissioni lavoro e affari costituzionali della camera il ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, nel febbraio 2012 aveva comunicato i nominativi dei manager pubblici con stipendi superiori ai 294 mila euro. Tra questi ai primi posti c’erano il capo della Polizia, Antonio Manganelli, con 621 mila, seguito dal ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, con 562 mila, e dal capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta (544 mila). Nelle agenzie fiscali superavano il trattamento economico del primo presidente della Cassazione il direttore delle Entrate, Attilio Befera, e il suo vicario, Marco Di Capua, con circa 305 mila euro. Rispetto a un anno fa, le retribuzioni sono state ricondotte al di sotto del limite di legge. Il ragioniere generale Canzio, per esempio, percepisce ora 290 mila euro. Al Garante privacy il presidente Antonello Soro riceve 260 mila euro e i componenti 174 mila, mentre all’Agcom presieduta da Angelo Marcello Cardani l’emolumento del presidente è di 294 mila euro e quello dei componenti 264 mila. Una nota della Funzione pubblica ha ricordato ieri che il nuovo limite di 303 mila euro «non comporta in nessun modo un adeguamento automatico delle retribuzioni dei dirigenti pubblici che peraltro sono bloccate da altre disposizioni legislative in vigore».

Fonte: Italia Oggi

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