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Legge di stabilità approvata: è scontro su tagli e licenziamenti al pubblico impiego

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Via libera definitivo con 380 sì della Camera, in seconda lettura e senza modifiche, al ddl stabilità licenziato dal Senato.

Continuano però le polemiche sugli interventi che colpiscono il lavoro nel pubblico impiego. Dopo l’allarme lanciato dal mondo della scuola (la norma contenuta nel maxiemendamento su Cig e licenziamento dei dipendenti pubblici potrebbe portare al taglio di 10mila docenti e 300 Ata) secondo Rosanna Dettori, segretario della Funzione pubblica Cgil “perseverare nell’idea che per affrontare la crisi bisogna deprimere il lavoro pubblico, riducendone gli spazi, limitandone la capacità di assicurare diritti e servizi ai cittadini, a cominciare da quelli più esposti, e prefigurando cassa integrazione e licenziamenti, è un grave errore”. La Cgil promette che “continuerà a opporsi” a due punti dell’emendamento: le “liberalizzazioni e privatizzazioni feroci” dei servizi pubblici locali, che “producono spesso maggiori costi per cittadini e pubblica amministrazione e minori servizi” e le “operazioni di licenziamento o messa in mobilità dei lavoratori”.

(FONTE: www.ilpersonale.it)

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