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Legge di stabilita’ 2015 e pubblico impiego

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Nella seduta del 15 ottobre 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015).

Come segnalato sul sito istituzionale del Governo, la manovra di complessivi 36 miliardi di euro, si sostanzia nei seguenti punti principali:

  • “Meno tasse per 18 miliardi;
  • Gli 80 euro diventano una misura definitiva;
  • Via gli alibi per chi deve assumere: zero contributi per i contratti a tempo indeterminato;
  • Investimenti nei settori chiave del Paese: scuola, lavoro, giustizia;
  • Riduzione del 70% del patto di stabilità per i Comuni;
  • Più risorse per ricerca e innovazione;
  • Stop alle spese non coperte;
  • Spending review: taglio di 15 miliardi di euro;
  • Recupero e contrasto dell’evasione per 3,8 miliardi e 1 miliardo dalle slot machines;
  • Libertà per i lavoratori dipendenti di avere il TFR in busta paga con zero costi per le imprese”.

E’ dedicato al pubblico impiego l’art. 21 del disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015).

Esso, in particolare, prevede la proroga fino al 31 dicembre 2015 del blocco economico della contrattazione, il rinvio di un anno del pagamento dell’indennità di vacanza contrattuale e dispone, altresì, la proroga del blocco degli automatismi stipendiali del personale non contrattualizzato (di cui all’art. 3 del d.lgs. n. 165/2001) fino al 31 dicembre 2015.

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