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Le auto blu calano dell’11 per cento la crisi ha messo a dieta il burosauro

Il burosauro si è liberato in pochi mesi di quasi 900 auto.
Poca cosa rispetto alle quasi diecimile auto blu in circolazione.
Ma il dato consente al gover no di poter dare per vinta una prima battaglia, nella guerra agli sprechi ancora lunga da combattere.
Insomma, sembra che la cura dimagrante innescata dalla crisi inizi a funzionare.
Il trend è in continua diminuzione: colletti bianchi e politici hanno a disposizione circa l’11 per cento di auto in meno, stando al censimento ultimo della Funzione pubblica relativo al primo quadrimestre del 2012e aggiornato al 30 aprile.
I NUOVI CONTRATTI Certo, la Pubblica amministrazione ha stipulato 600 nuovi contratti, ma i due terzi – assicurano al ministero – sono rinnovi di contratti di noleggio.
Mentre la quasi totalità delle auto acquistate (l’87 per cento) sono auto grigie, cioè di servizio,e solo il restante 13 per cento blu, ovvero di rappresentanza utilizzate da politici e alti burocrati.
Il costo medio delle nuove auto acquistate è di 11.068 euro.
Si spenderà 8.920 per ciascun noleggio.
La stretta è tutta concentrata sulle auto blu: gli acquisti delle berline e degli altri mezzi, con somma sorpresa del Formez che cura il censimento, si sono praticamente azzerati.
Almeno da parte dell’amministrazione centrale.
Restano sacche di resistenza nelle regioni, soprattutto quelle meridionali.
LA SCURE IN ARRIVO La stretta, quella vera, è attesa da quia qualche settimana.
Quando entro metà giugno il commissario governativo Enrico Bondi metterà a punto il piano delle “criticità” nella spesa che consentirà al premier Monti di presentare il pacchetto (forse decreto) sulla spending review.
Riorganizzazione nel funzionamento di Prefetture, Province, uffici territoriali dello Stato.
Ma una buona fetta sarà dedicata proprio al bubbone auto blu.
Sono all’esame della Funzione pubblica nuove misure restrittive.
Perché, spiega il ministro Filippo Patroni Griffi, «il calo nell’uso e negli acquisti dovrà essere ancora più drastico:a tutti deve essere chiaro che l’auto di servizio non è uno status symbol».
LA CURA ANTI SPRECHI In Italia anche questa mattina hanno continuato a circolare per le vie di grandi città e piccoli centri 63.700 auto di proprietà delle pubbliche amministrazioni.
La gran parte, 54.250, sono cosiddette “grigie”, di servizio senza autista.
Le auto blu in senso stretto sono 9.450.
Il dato che conforta il ministero sta tutto in quella percentuale dell’11 per cento in meno rispetto all’anno precedente, sul totale.
Che diventa il 25 per cento in meno per le auto di rappresentanza.
Questo vuol dire che al 30 aprile scorso si è registrato una riduzione netta di 890 vetture.
Risultato dal saldo tra le 1.490 dismissioni o cessioni e i 600 nuovi contratti stipulati.
Già, perché l’effetto risparmio è dato soprattutto da quelle quasi 1.500 rottamazioni o trasferimenti di proprietà di auto utilizzate con costi elevati in questi anni.
I MENO VIRTUOSI Ancora una volta, nella corsa al risparmio c’è chi arranca, chi fatica ad adeguarsi.
Se si prende in considerazione la tabella relativa alle auto blu a disposizione di ciascuna regione, si scopre che in Emilia o in Friuli la percentuale delle auto blu in circolazione sul totale delle auto pubbliche si aggira attorno al 3 per cento.
In Campania invece lievita fin quasi al 30 (29,5), in Sicilia al 26,6 per cento.
D’altronde, proprio l’isola nei mesi scorsi era balzata agli onori della cronaca per via delle 1.500 auto blu in circolazione tra Regione (117), Comuni (a Palermo e Catania 109 ciascuna), Province, Asl, atenei, enti e consorzi.
COSTI E RISPARMI Dal giro di vite di quest’anno il governo conta di risparmiare circa 300 milioni di euro.
Nel 2011 le auto targate Pa sono costate alle casse dello Stato quasi 2 miliardi di euro, 1,2 miliardi solo per il personale (13.667 autisti e 22.154 addetti al parco auto).
È un esercito di uomini e mezzi che costa quanto una finanziaria.
Il trio Monti-Patroni Griffi-Bondi lavora per ridurlo al minimo indispensabile.

Fonte: La Repubblica

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