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Lavoro pubblico: meno dipendenti e salari più bassi

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Occupati in picchiata, retribuzioni in calo, una forza lavoro sempre più anziana. E’ questa la fotografia del lavoro pubblico italiano in tempo di crisi. L’ha scattata l’Aran in un rapporto presentato l’8 agosto, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni.

La retribuzione media dei dipendenti pubblici nel 2012 è stata infatti di poco superiore ai 34.400 euro annui, lo 0,6% in meno rispetto all’anno precedente. Alla fine dello scorso anno gli occupati nella pubblica amministrazione erano circa 3.350.000, il 2% in meno rispetto al dato del 2011.

In due anni la cifra è diminuita di 120mila unità, mentre la spesa (lordo contributi) e’ diminuita di 6,6 miliardi di euro. “Si conferma la tendenza, già messa in luce dagli ultimi rapporti, di una diminuzione delle retribuzioni medie pagate dal settore pubblico, quale effetto delle misure di blocco della dinamica retributiva e dei rinnovi contrattuali, varate dal 2010″, ha spiegato il presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini. Sul dato, si spiega nel documento, “hanno inciso in particolare le misure di blocco del turn-over, applicate con particolare rigore negli ultimi anni”.

Circa la metà dei 3,3 milioni di dipendenti del pubblico impiego, inoltre, ha più di 50 anni, ha detto Gasparrini. In dieci anni, tra il 2001 e il 2011, l’età media della ‘popolazione’ della p.a. è aumentata di più di 4 anni, passando da 43,6 a 47,8 anni. Al dato se ne aggiunge un altro altrettanto negativo: i dipendenti fino a 34 anni di età sono circa il 10%. In Francia e Germania la percentuale è superiore al 20%.

A settembre, infine, dopo cinque anni, riprenderà la discussione per il rinnovo della parte normativa dei contratti del pubblico impiego. Lo ha annunciato il ministro della Funzione pubblica Giampiero D’Alia. Dal 2015 si inizierà a parlare anche del rinnovo della parte economica.

(FONTE: www.rassegna.it)

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