Questo articolo è stato letto 311 volte

L’attività prestata a titolo di volontariato in comune: sino a che punto è legittima?
Il Commento di L. Boiero

volontari_sicurezza

di L. Boiero

Scorrendo le pagine di internet,  con grande facilità,  si trovano regolamenti che prevedono il coinvolgimento,  a titolo gratuito,  di soggetti che prestano la loro opera a favore della PP.AA. nel proprio  tempo libero. Ma sino a che punto questo è legittimo? E soprattutto, quali sono gli obblighi del comune nei confronti di questi “benefattori”?

La  “legge quadro sul volontariato” (l. n. 266/1991)  prevede che è “attività di volontariato” quella “prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà”, specificando vieppiù che essa “non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall’organizzazione di appartenenza le spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse” (art. 2, commi 1 e 2, l. n. 266/1991). All’art. 17,  viene sancito che i “lavoratori che facciano parte di organizzazioni iscritte nei registri di cui all’articolo 6, per poter espletare attività di volontariato, hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilità di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l’organizzazione aziendale.”.

Continua a leggere l’articolo

 

Novità editoriale:

procedimento_disciplinare

Il procedimento disciplinare nel pubblico impiego

di Livio Boiero

Il volume risulta importante sia per il datore di lavoro, che deve applicare le sanzioni, sia per il dipendente che si trova coinvolto in un procedimento disciplinare, al fine di impostare correttamente la propria difesa.
Il lavoro prende in considerazione anche le ultime novità in materia di whistleblowers e delle azioni del Governo assunte per contrastare il fenomeno del c.d. “furbetto del cartellino”.

Immagine 1

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>