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La spesa per le assunzioni flessibili

Approfondimento di C. Dell'Erba

assunzioni

Nel tetto di spesa per le assunzioni flessibili di cui all’articolo 9, comma 28, del DL n. 78/2010 devono essere inclusi gli oneri sostenuti per i seguenti istituti: tempo determinato, contratti di somministrazioni, lavoro accessorio (fino a che è stato utilizzabile), contratti di formazione e lavoro, collaborazioni coordinate e continuative, tirocini. Tra tali voci vanno considerati anche gli oneri per le integrazioni salariali ai lavoratori socialmente utili e per il ricorso alla utilizzazione di personale di altri enti locali ex comma 557 della legge n. 311/2014, mentre vanno esclusi gli oneri per il personale in convenzione, per i dipendenti in comando e quelli finanziati integralmente dalla Unione Europea e/o da privati. Vanno inoltre esclusi gli oneri per il ricorso all’articolo 110 del D.Lgs. n. 267/2000, con riferimento esclusivamente al ricorso al comma 1, cioè per posti vacanti in dotazione organica (anche se questa indicazione legislative viene messa in discussione), mentre vanno inclusi gli oneri per le assunzioni ex comma 2 dello stesso articolo, cioè per posti extra dotazione organica. Rimane da chiarire se vanno al di fuori di tale tetto quelli sostenuti per le assunzioni i cui oneri sono finanziati da risorse di altre PA, nonché quelli per i vigili con risorse provenienti dai proventi delle sanzioni per le inosservanze al codice della strada.

I principi

I principi che sono stati fissati dalle deliberazioni della Corte dei Conti, particolarmente da quella n. 23/2016, ci dicono che nel tetto di spesa per le assunzioni flessibili vanno compresi gli oneri che determinano un aumento di spesa per l’insieme delle amministrazioni pubbliche, mentre vanno esclusi i casi in cui si determini unicamente una diversa ripartizione degli stessi tra le PA.

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