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La spending sarà trainata dai costi standard

Sarà il pilastro della legge di stabilità 2014.
E dovrà concorrere a garantire non meno di 5 miliardi di risparmi.
E investirà soprattutto gli enti locali e le regioni che saranno vincolati al nuovo meccanismo dei costi valutati in funzione dei fabbisogni standard.
La messa a punto del nuovo piano di tagli alla spesa tutto all’insegna di una spending review di tipo selettivo, entrerà nel vivo questa settimana.
D’altronde, come ha scritto ai suoi colleghi lo stesso ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, il 30 agosto scorso (si veda Il Sole del 5 settembre) per serrare i ranghi nella messa a punto della legge di stabilità, il rispetto dei termini di presentazione del Documento Programmatico di Bilancio all’unione europea per metà ottobre «rende necessario anticipare la definizione del contenuti» della legge di stabilità.

Se a questo si aggiunge la scadenza di fine settembre per evitare l’aumento dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 21 al 22%, è inevitabile che da domani il cantiere della stabilità inizierà a lavorare a pieno regime.

Sui tagli di spesa, dunque, come confermato anche dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta (Pd), si farà rotta sui fabbisogni standard.
Cui si aggiungerà la rimodulazione delle agevolazioni fiscali e degli incentivi alle imprese.
A inizio settembre il 50% delle spese delle amministrazioni locali riconducibili al meccanismo valutativo dei fabbisogni standard è stato monitorato dalla Copaf (Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale).
Che nelle ultime settimane ha ulteriormente accelerato i lavori.
Nel ricco menù dei tagli di spesa si sta lavorando a una nuova potatura degli enti inutili, a un nuovo intervento sugli uffici periferici delle amministrazioni centrali, cui successivamente sarà agganciata la riforma delle province, nonché un nuovo pacchetto di interventi ad hoc per il contenimento dei costi della politica che dovrà essere raccordato alle misure adottate nelle scorse settimane dalla Presidenza del consiglio e dal ministero della Pubblica amministrazione su auto blu, consulenze e voli di Stato.
Per la spending review vera e propria i tecnici del Tesoro starebbero mettendo a punto un meccanismo per rafforzare il ruolo della Consip nella gestione di beni e servizi della pubblica amministrazione.
Un intervento che dovrebbe interessare soprattutto la spesa sanitaria.
Su quest’ultima, poi, potrebbe arrivare un ulteriore pacchetto di misure per il contenimento delle spese da dotare a livello regionale con l’obiettivo di recuperare almeno 2 miliardi di euro di risparmi.
Che nelle intenzioni del Governo dovrebbero scongiurare l’aumento dei ticket sanitari a partire dal 1° gennaio 2014.
Nei prossimi giorni i vari ministeri ultimeranno l’invio a via XX Settembre delle loro proposte da inserire nella legge di stabilità che dovranno essere, secondo quanto precisato da Saccomanni, auto-coperte.
Dovranno cioè essere corredate di «misure compensative» e dovranno essere compatibili «con l’obiettivo di non incrementare la pressione fiscale».

Fonte: Il Sole 24 Ore

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