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La costituzione del fondo per la contrattazione decentrata integrativa del 2017

Approfondimento di C. Dell'Erba

fondo

Sono numerosi ed assumono una grande rilevanza i dubbi sulla costituzione del fondo per la contrattazione decentrata integrativa del 2017. A quelli derivanti dalla incertezza sulla vigenza per l’intero anno dei vincoli dei cui al comma 236 della legge n. 208/2015 in materia di tetto e di riduzione in caso di diminuzione del personale in servizio, si aggiungono quelli determinati dalla necessità di includere nel fondo anche i compensi per la incentivazione delle funzioni tecniche di cui all’articolo 113 del D.Lgs. n. 50/2016, per come indicato dalla deliberazione della sezione autonomie della Corte dei Conti n. 7 resa nota nei giorni scorsi.

Il tetto al Fondo e la sua riduzione

Sulla base delle previsioni della legge di bilancio del 2016, i fondi per la contrattazione decentrata delle amministrazioni pubbliche non possono superare quelli del 2015 e devono essere ridotti in misura proporzionale alla diminuzione del personale, tenendo conto delle capacità assunzionali. Questa disposizione continua ad essere applicabile, per esplicita previsione legislativa, fino alla entrata in vigore dei decreti legislativi sulla riforma della dirigenza e del lavoro pubblico. Per cui, come da indicazioni della deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Puglia n. 6/2017, essa è attualmente ancora in vigore.
Con la riforma del testo unico delle leggi sul pubblico impiego è prevista l’abrogazione della disposizione e l’inserimento, in suo luogo, del vincolo per cui i fondi per la contrattazione decentrata delle pubbliche amministrazioni non potranno superare quelli del 2016, quindi l’anno in cui generalmente la sua dimensione è più bassa, mentre scomparirà l’obbligo della riduzione in relazione alla diminuzione del personale in servizio nell’ente, anche nella versione più light del tenere conto delle capacità assunzionali dell’amministrazione.

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