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La Corte Costituzionale si pronuncia sulla Legge Madia: vince il principio della leale collaborazione

Approfondimento di G. Crepaldi

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E’ già stata pubblicata la sentenza della Corte costituzionale che si pronuncia, pesantemente, sull’incostituzionalità di varie norme della c.d. Legge Madia (7 agosto 2015, n. 124).
In sintesi, sul ricorso in via principale presentato dalla Regione Veneto, la Corte costituzionale con sentenza 25 novembre 2016 n. 251 si è pronunciata nel senso della illegittimità:

– dell’art. 11, comma 1, lettere a), b), numero 2), c), numeri 1) e 2), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), e comma 2, nella parte in cui detta principi e criteri direttivi in ordine alla delega al Governo all’adozione di uno o più decreti legislativi in materia di dirigenza pubblica, prevedendo l’istituzione del sistema della dirigenza pubblica, articolato in ruoli unificati e coordinati, aventi requisiti omogenei di accesso e procedure analoghe di reclutamento e fondati sui principi del merito, dell’aggiornamento e della formazione continua (comma 1), e nella parte in cui stabilisce che i decreti legislativi delegati siano deliberati «previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281», che deve essere reso «nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione», «decorso il quale il Governo può comunque procedere» (comma 2);

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