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Jobs Act, via libera ai decreti: stretta sulla cassa integrazione, congedo parentale più ampio

Via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri ai due decreti legislativi, in attuazione del Jobs act, sulle misure per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro e sul testo organico semplificato delle tipologie contrattuali e revisione della disciplina delle mansioni. Primo sì, invece, per gli ultimi quattro schemi di decreti legislativi sul riordino degli ammortizzatori sociali, sull’Agenzia per le ispezioni, sulle politiche attive e sulla semplificazione di procedure e adempimenti. Tra i temi della delega del Jobs act «l’unico che non è stato affrontato è quello del salario minimo», ha spiegato in conferenza stampa il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine della riunione.

Riordino contratti
Il Decreto legislativo sul riordino dei contratti approvato dal Cdm conferma la fine delle collaborazioni a progetto (si salvano quelle in corso, fino a esaurimento). Dal 1° gennaio 2016 si applicherà la disciplina del lavoro subordinato ai rapporti di collaborazione che si concretizzano in prestazioni «esclusivamente personali», «continuative» e «organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro». Si conferma il limite del 20% di utilizzo del contratto a termine, ma se l’azienda “sfora” questo tetto non scatterà mai la conversione del rapporto a tempo indeterminato (l’impresa dovrà però pagare una maxi-multa pari al 50% della retribuzione mensile, e l’importo della sanzione finirà in tasca al lavoratore). Nasce il contratto di apprendistato scolastico, sul modello duale tedesco. Ampliando la sperimentazione Carrozza, l’apprendistato duale interessa gli studenti delle superiori (licei inclusi) a partire da 15 anni (finora 17 anni), dura fino a 4 anni (oggi 3 anni). Stretta sulle false collaborazioni trasformate a gennaio in lavoro subordinato.

Conciliazione vita-lavoro
L’altro decreto approvato in via definitiva, quello sulla conciliazione vita privata-lavoro, prevede interventi a sostegno della maternità e in particolare sull’utilizzo del congedo parentale facoltativo (6 mesi nel complesso): per usufruire di quello non retribuito si allunga il tempo fino ai 12 anni di età del bambino (adesso l’età massima è 8 anni) e fino a 6 anni (contro i 3 attuali) per quello che è retribuito parzialmente (al 30%).

Cassa integrazione: tetto 24 mesi ma estesa a piccole imprese
Stretta sulla durata della cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, che viene abbassata a 24 mesi in un quinquennio mobile (30 mesi per le imprese edili). La durata può salire a 36 mesi con il ricorso al contratto di solidarietà. Estensione, al contempo, di questi strumenti alle imprese con oltre 5 dipendenti che potranno così richiedere le prestazioni per “gli eventi di sospensione o riduzione del lavoro” verificatisi dal primo luglio 2016; sarà versata un’aliquota dello 0,45% della retribuzione per quelle tra 6 e 15 dipendenti a partire dal primo gennaio 2016 (ripartita tra datore di lavoro e lavoratore sulla base di un accordo tra le parti sociali); aliquota dello 0,65%, invece, per quelle oltre i 15 dipendenti. Sono queste alcune delle novità contenute nello schema di decreto legislativo sul riordino degli ammortizzatori sociali, in attuazione del Jobs act, che ha ottenuto l’ok del Cdm.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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