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Inps: meno di un milione di lavoratori domestici

L’Inps rende noto che nel 2016 sono 866.747 i lavoratori domestici nel nostro Paese. Si rileva così un decremento del -3,1% (-27.366 in valore assoluto) rispetto al 2015. E più della metà di questi lavoratori si trova in quattro regioni: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Toscana. Sono stranieri 3 lavoratori su quattro e poco meno della metà proviene dai Paesi dell’Est.

La distribuzione territoriale dei lavoratori domestici in base al luogo di lavoro nell’anno 2016 evidenzia che il Nord-ovest e’ l’area geografica che, con il 29,9%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 28,6%, dal Nord-est con il 19,8%, dal Sud con il 12,6% e dalle Isole con l’9,1%.
La regione che registra il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia, con 157.465 lavoratori pari al 18,2%, seguita dal Lazio (15,0%), dall’Emilia Romagna (8,9%) e dalla Toscana (8,6%).
C’è una prevalenza di lavoratori stranieri che nel 2016 sono il 75,0% del totale.
In Lombardia abbiamo la maggior parte dei lavoratori domestici stranieri con 131.198 lavoratori (20,2%), seguono le regioni Lazio (17,1%) ed Emilia Romagna (10,1%).
Per quanto riguarda invece i lavoratori domestici italiani, in maggior numero sono in Sardegna con il 16,2%, seguono Lombardia (12,1%) e Lazio (8,9%).
A livello regionale, nel 2016 rispetto il 2015, si registra una diminuzione massima in Calabria (-8,1%) e un aumento massimo (+5,1%) in Friuli Venezia Giulia.
I lavoratori stranieri, invece, seguono un andamento decrescente nel suddetto triennio, con un decremento del -4,3%, maggiore di quello nazionale, del numero di lavoratori nell’anno 2016 rispetto al 2015, e fanno registrare un lieve incremento in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (+0,4%) e un decremento massimo in Calabria (-10,1%).
Nel 2016 il numero di badanti, rispetto all’anno precedente, registra un lieve decremento (-0,1%), ma con un sostanziale incremento dei badanti di nazionalità italiana (+4,4%).

Il numero di colf, invece, evidenzia un decremento pari al -5,3%, influenzato maggiormente dalla diminuzione dei lavoratori provenienti dall’Europa dell’Est e dall’Asia Orientale; in questo caso i lavoratori italiani fanno registrare la minima diminuzione (-0,7%).

Fonte: Regioni.it

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