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Indennizzi ai vigili ai raggi X

Fonte: ItaliaOggi.it

Per i comuni che nel 2017 abbiano erogato ai propri vigili urbani l’equo indennizzo (ossia il trattamento economico riconosciuto a coloro che subiscano una menomazione dell’integrità fisica per causa di servizio) o pagato spese di degenza, sempre per causa di servizio, è arrivato il momento di chiedere i rimborsi allo Stato.

Ci sarà tempo fino al 31 marzo e le domande, da inviare compilando il modello allegato al decreto interministeriale (Mininterno-Mef) del 4 settembre 2017, dovranno pervenire alla direzione finanza locale del Viminale con modalità esclusivamente telematica. La documentazione inviata con modalità diverse o oltre il termine del 31 marzo non sarà presa in considerazione. Il ministero monitorerà la spesa dei singoli comuni ed effettuerà verifiche a campione nei municipi che presentano un andamento della spesa particolarmente elevato. Qualora dal monitoraggio dovessero emergere spese che non possono essere ammesse a rimborso, il Viminale provvederà al recupero delle somme a valere sui trasferimenti dovuti al comune. A dettare le istruzioni operative ai comuni è la circolare n.6/2018 diffusa ieri dal ministero dell’interno.

La nota fornisce agli enti le indicazioni pratiche su come procedere per richiedere i rimborsi relativi agli indennizzi o alle spese di degenza pagate nel periodo 22 aprile-31 dicembre 2017. L’estensione ai vigili dell’equo indennizzo, un tempo prerogativa di tutti gli altri lavoratori del comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico ad eccezione della polizia locale, è stata infatti disposta dal decreto Minniti (art. 7 comma 2-ter del dl 14/2017) con una norma non retroattiva che si applica solo dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl, ossia il 22 aprile 2017. Quindi solo gli infortuni (o le degenze) avvenuti a decorrere da tale data saranno indennizzabili.

Il decreto Minniti stanzia per i rimborsi 2,5 milioni di euro all’anno. Ne consegue che, qualora l’importo complessivo da rimborsare ai comuni sia superiore a tale cifra, a ciascun ente verrà corrisposto un acconto proporzionale. Il saldo verrà invece pagato dopo aver reperito ulteriori risorse attraverso la riduzione degli stanziamenti iscritti nello stato di previsione del ministero dell’interno.

Fermo restando la perentorietà del termine del 31 marzo, la circolare chiarisce che entro tale data sarà possibile per i comuni rettificare i dati già trasmessi, a condizione che l’invio avvenga telematicamente. Le certificazioni dovranno essere firmate dal segretario comunale e dal responsabile del servizio finanziario che assumeranno responsabilità diretta circa la veridicità dei dati riportati.

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