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Incaricati, una soluzione ponte

Un nuovo concorsone. E, nel frattempo, creazione di un’area quadri remunerata mediamente con l’85% del trattamento economico dirigenziale. Questa la soluzione alla storia infinita dei funzionari delle Agenzie fiscali, incaricati per effetto di norme dichiarate incostituzionali (578 per le Entrate e 117 per Dogane e monopoli).

L’emendamento presentato dal governo al decreto legge «enti locali» 78/2015 nel corso dell’esame della Commissione bilancio del senato traccia due vie per risolvere il bailamme che da mesi attanaglia le Agenzie e ha rallentato sostanzialmente l’intera attività, dai rimborsi Iva all’invio delle cartelle, fino all’esame delle pratiche per il rientro dei capitali.

Nuovo concorso

La soluzione a regime, per superare definitivamente la carenza di dirigenti cagionata dagli incarichi a funzionari dichiarati prima illegittimi dalla magistratura amministrativa e poi incostituzionali dalla sentenza 37/2015 della Consulta, è un maxiconcorso.

L’emendamento ne prevede l’espletamento entro il 31 dicembre 2016, previo annullamento ex lege di tutte le procedure concorsuali per dirigenti presso le Agenzie, bandite e non ancora concluse. Il numero dei posti del «concorsone» sarà pari a quello delle procedure annullate.

Allo scopo di accelerare i tempi ristretti del concorso, l’emendamento prevede una rilevante deroga all’articolo 30, comma 2-bis, del dlgs 165/2001: non sarà necessario, dunque, far precedere la procedura selettiva dall’espletamento della preventiva mobilità volontaria. Indirettamente, l’emendamento salta anche il congelamento delle assunzioni imposto dall’articolo 1, comma 425, della legge 190/2014.

Lo scopo è anche valorizzare la specifica professionalità richiesta per i profili dirigenziali da mettere a concorso.

L’emendamento si completa con la previsione di una riserva di posti per i funzionari già dipendenti presso le Agenzie, pari al 30% di quelli messi a concorso.

Soluzione «ponte»

Da qui alla fine del 2016 intercorre un anno e mezzo. Le Agenzie non possono permettersi un così lungo ulteriore periodo di stallo.

L’emendamento del governo, dunque, prevede una soluzione organizzativa nelle more dell’espletamento e conclusione del maxiconcorso.

Si prevede, dunque, che i dirigenti in servizio, previa procedura selettiva gestita con criteri oggettivi e trasparenti, possano delegare funzionari della terza area con un’esperienza di almeno 5 anni nell’area stessa, entro il limite numerico dei posti che saranno messi a concorso.

Le deleghe riguarderanno le attività degli uffici dei quali i dirigenti hanno assunto l’interim, inclusi dunque le sottoscrizioni dei relativi atti, ad eccezione di quelli riservati per legge alla dirigenza, tenendo conto delle capacità professionali dei funzionari destinatari della delega e della complessità gestionale e organizzativa degli uffici interessati.

In questo modo, si evita l’ingolfamento delle attività dei dirigenti di ruolo e l’effetto «collo di bottiglia», sbloccando gran parte delle attività delle Agenzie, che oggi segnano il passo.

A fronte delle deleghe dirigenziali, che verosimilmente saranno assegnate ai funzionari che erano stati illegittimamente incaricati come dirigenti, l’emendamento prevede una specifica norma speciale giuridica e finanziaria: nuove «posizioni organizzative» (figure paragonabili ai quadri del privato) e una specifica retribuzione di posizione e risultato.

La relazione tecnica all’emendamento chiarisce che per finanziare le posizioni organizzative le Agenzie utilizzeranno le risorse corrispondenti alle posizioni dirigenziali rimaste scoperte dopo la sentenza 37/2015 della Consulta, nella misura dell’85%, fermo restando che il restante 15% dovrà andare a economie di bilancio.

Di fatto, mediamente gli incarichi di posizione organizzativa assicureranno ai funzionari decaduti da dirigenti una retribuzione inferiore del 15% rispetto a quella di cui godevano quando erano inquadrati come dirigenti.

Fonte: Italia Oggi

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