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In comunicazione, Madia vale zero

La gentile ministra della funzione pubblica Marianna Madia ha dichiarato che anche per il 2015 le retribuzioni dei dipendenti pubblici rimarranno bloccate e ha precisato che «mancano le risorse». Per la prima volta, il governo fondato sulla comunicazione sbaglia totalmente proprio nel campo preferito: l’annuncio.

In effetti, dovrebbe essere messo in rilievo che, dato che il Paese è in deflazione, il potere di acquisto degli stipendi aumenta della percentuale di calo dei prezzi al consumo. Quindi, un’informazione corretta si sarebbe dovuta svolgere in positivo, come: «Benché i prezzi al consumo siano in caduta, il governo mantiene i livelli retributivi dei dipendenti pubblici».

A essere pignoli, qualcuno a Palazzo Chigi avrebbe potuto valorizzare un’altra verità: mentre in Spagna, in Grecia, in Portogallo, in Irlanda, insomma nelle nazioni in crisi, il pubblico impiego ha subito importanti tagli retributivi, in Italia né il prode Monti, né il meditativo Letta, né il pimpante Renzi hanno avuto il coraggio di affrontare il problema. Anzi hanno avuto il coraggio di non affrontarlo, non modificando le cose. I capi delle centrali sindacali si stanno giustamente comportando come gli ammiragli di Franceschiello che, in mancanza di munizioni e per il timore di sparare un colpo alle navi inglesi, ordinavano ai marinai: «Faciti ammuina!». In realtà sanno benissimo che se lo stipendio in busta paga è allineato a quello degli altri statali d’Europa (quella a 18), è il prodotto, cioè la produttività che è nettamente inferiore. Cosa che rende i «nostri», oggettivamente ben pagati.

L’altra novità riguarda la scuola: a settembre 2015 saranno assunti 150 mila docenti, ma dal 2016 in poi si diventerà insegnanti solo a seguito di concorso. Quindi, questo significa che, oltre ai residui delle graduatorie, ci sarà un’immissione di gente senza concorso con buona pace dell’art. 97 della Costituzione. Inoltre, in ogni scuola, ci sarà una «Task force» stabile per le esigenze di supplenza che si manifesteranno in corso d’anno. Il merito farà aggio sull’anzianità. La formazione continua sarà obbligatoria. Sarà introdotto lo studio della musica e lo sport nelle primarie, e storia dell’arte nelle secondarie. Sin dalla prima elementare sarà insegnata una lingua straniera. Dalla prima media l’uso del computer.

In questo cocktail di proposte (al momento, proposte), ritroviamo la «visione» molto elettoralistica che Renzi ha manifestato sin dal bonus di 80 euro assegnato a una certa fascia di percettori di reddito: la distribuzione di risorse di uno Stato sgangherato e in difficoltà. Prendiamo, per esempio, l’idea di creare un team di docenti in ogni scuola pronto a intervenire in caso di malattia dei colleghi con cattedra. Allora, se in una scuola si insegna l’italiano, la storia, la filosofia, la matematica, la fisica, la storia dell’arte, l’inglese, il team dovrà avere al suo interno tutte le competenze occorrenti per «supplire» alle assenze.

Lo capisce anche un bambino che una squadra di soccorso fissa, costa molto di più di chiamate di soccorso (supplenti) operate volta per volta quando, occorre. E, se per caso, si ammalano due docenti di storia e filosofia? Che prevederà la legge? Un soccorso a livello di provveditorato agli studi? E il merito? Una vuota parola gettate alla pubblica opinione per oscurare la realtà di assunzioni dirette di gente senza curriculum (e preparazione). Nemmeno Andreotti era così bravo. Insomma, il governo ha preso e prende gli italiani per scemi. In ogni annuncio di grandi, storiche novità, c’è la rimasticatura di vecchie decisioni già prese. L’ultima rimasticatura riguarda le case: la possibilità di procedere a modifiche interne senza alcuna autorizzazione comunale è legge dello Stato italiano da almeno dieci anni.

Leggetevi la Gazzetta Ufficiale, signori ministri, eccellenti capi di gabinetto e di ufficio legislativo. Utilizzate un programma qualsiasi di ricerca nel web e, prima di scrivere, leggete. Questo è un utile, affettuoso suggerimento: quando, infatti, gli italiani si renderanno conto di essere stati presi in giro da una compagnia amatoriale, potrebbero venirvi a cercare per chiedere conto di errori, sciocchezze e rimasticature.

Fonte: Italia Oggi

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