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In comune meno dipendenti e malpagati

Sempre meno personale negli enti locali e sempre più low cost. Rispetto ai dipendenti delle province e delle regioni ordinarie e a statuto speciale, il costo medio dei lavoratori comunali (dirigenti esclusi) è il più basso di tutti: 39.797 euro. Nelle province invece un dipendente costa all’amministrazione di appartenenza in media 43.640 euro, mentre nelle regioni autonome la cifra sale a 52.096 euro fino a toccare i 57.505 euro nelle regioni a statuto ordinario. Nonostante questi numeri tutto sommato contenuti, il personale dei comuni continua a diminuire per effetto delle politiche restrittive e dei limiti al turn over degli ultimi anni. Dal 2007 al 2011 i dipendenti comunali sono passati da 479.233 a 446.954 unità con una variazione percentuale pari al -6,7%. La flessione più significativa (-2,7%) è quella rilevata nell’ultima annualità. Tra il 2010 e il 2011, infatti, il personale comunale è diminuito, in valore assoluto, di 12.637 unità. E’ quanto emerge da un dossier elaborato dall’Ifel sulla base del Conto annuale del Personale per il 2011 del Mef. Numeri che ancora una volta certificano lo stato di grande difficoltà in cui versano i comuni soprattutto nell’erogare servizi ai cittadini. «Siamo il più grande sportello per le nostre comunità ma non possiamo investire sul capitale umano», lamenta Umberto Di Primio, sindaco di Chieti e delegato Anci per il personale. «Purtroppo le politiche miopi di questi anni, fatte di blocco del turn over, di tagli lineari, di assenza un piano di performance del personale, non mettono i comuni nelle condizioni di dare a cittadini e imprese le riposte che si attendono da noi. E mi riferisco a un paniere di competenze che ormai spazia dall’urbanistica alla sanità, dalle attività produttive alla scuola. Negli ultimi anni i trasferimenti si sono dimezzati ma le competenze dei comuni sono rimaste le stesse e i sindaci si trovano ad affrontarle con sempre meno personale e dipendenti malpagati e con poche prospettive».

Fonte: Italia Oggi

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