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«Il mio piano per il Viminale: tagliare un dipendente su dieci»

«Ma se sto addirittura pensando a una riduzione del personale civile del Viminale…». Ministro, proprio sicura di non essere tra coloro che nel governo frenano sul piano di tagli alla spesa pubblica? «Impossibile che sia contraria proprio io, che del contenimento dei costi ho fatto, da subito, un tratto della mia azione. Non so se queste voci nascano da ignoranza o malafede. Ogni tanto mi tirano in mezzo, com’è accaduto anche sull’università… Leggo che mi sarei opposta persino sul piano carceri. Ma io che c’entro? È di competenza della Severino. C’è un mio prefetto, sì, ma è distaccato». Anna Maria Cancellieri inforca gli occhiali e squaderna l’iPad ricontrollando la pagina di appunti stesi sul notebook. Il ministro è in partenza per Roma dopo un weekend trascorso a Milano: passeggiata al Salone del mobile («Ho visto una bella Italia forte, che produce…») e pranzo, sabato, con il presidente del Consiglio Mario Monti. Su chi, eventualmente, sia in malafede o «l’abbia tirata in mezzo», il titolare del Viminale non si pronuncia. «Non ne ho la più pallida idea». Il taglio dei dipendenti Certo è che per venerdì è atteso un chiarimento in Consiglio dei ministri. O almeno in quella sede Anna Maria Cancellieri intende mettere sul tavolo tutte le sue carte per contribuire alla spending review. Anche alzando l’asticella: «Vorrei ridurre del 10 per cento i dipendenti civili del ministero, grazie a uno scivolo, un pensionamento anticipato, senza traumi. Dopodiché, invece di riassumere una quota pari al 30 per cento del personale, come potremmo fare in astratto con la cifra risparmiata, ne riassumeremmo solo il 10 per cento. Il resto dei soldi verrebbe accantonato. Io sono pronta: se il governo mi dà l’ok, vado dai sindacati. Un’operazione che peraltro aiuterebbe il ministero a ringiovanirsi, e ne ha tanto bisogno. Per lo stesso motivo favoriamo anche la mobilità all’esterno: chi vuole andare a lavorare in altri settori dello Stato, può farlo». Non potrebbe suonare stonato parlare di prepensionamenti dopo una riforma che manda la gente in pensione a 70 anni? «Non ci sono privilegi o penalizzazioni. Qui si tratta di sanare il bilancio dello Stato. È un fatto di priorità. Secondo i nostri tecnici questo taglio ci farebbe risparmiare 17 milioni di euro. È una battaglia epocale. O la facciamo adesso o mai più». Un progetto piuttosto ambizioso e destinato, nel caso, a un cammino accidentato, come ammette la stessa Cancellieri. E per l’immediato, qualcosa che produca risultati subito? «Il piano più avanzato, già pronto per l’esame delle Camere, è quello per l’accorpamento dei dipartimenti del Viminale e la soppressione di alcune direzioni centrali». Risparmio? «Un milione di euro». Nel mirino di Cancellieri ci sono anche le scuole della pubblica amministrazione: quelle per i segretari comunali e degli enti locali dovrebbero confluire in una sola al Viminale. Le prefetture In agenda, e sempre tra le cose che saranno presentate venerdì in Consiglio dal ministro, c’è anche altro. Innanzitutto una riorganizzazione delle prefetture. Argomento, da tempo, tra i più dibattuti e che tocca il cuore del ministero dell’Interno: lo studio, realizzato con l’aiuto dell’Istat «per evitare di intaccare le esigenze della popolazione», è alle sue battute conclusive. Si tratta in sostanza di accorpare le sedi «minori» a quelle dei centri vicini più grandi. Potrebbe essere il caso di alcune delle città fresche di promozione a Provincia. «Comunque l’elenco arriverà presto». Verrebbe in questo modo eliminato, almeno nelle intenzioni, il 20, 25 per cento delle attuali prefetture. Per ogni sede «compressa» un milione di euro che resta nelle casse dello Stato. Una riforma che procede di pari passo con la realizzazione degli Uffici territoriali del governo. L’obiettivo è quello di «ricomprendere in un’unica sede, almeno per i principali livelli, le rappresentanze di Interni, Pubblica istruzione, Beni culturali, Sanità statale e uffici finanziari». Per avere così «un unico centro di spesa e possibilità di scambio del personale». Le forze dell’ordine Al ministero stanno studiando anche una diversa distribuzione delle forze dell’ordine sul territorio, «ma in questo caso, lo scriva, senza alcun ritocco del personale, sulla sicurezza non si risparmia». Un primo contatto c’è già stato con il capo della polizia e il comandante generale dei carabinieri, in attesa di un confronto politico con il ministro della Difesa. Si tratta «solo di razionalizzare». Si può pensare, «per dire, di trasformare alcune compagnie dei carabinieri in tenenze». O di «lasciare commissariati al posto delle questure, dove è possibile farlo». Anche in questo caso Cancellieri vorrebbe un’unica centrale per gli acquisti delle forze dell’ordine, polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia penitenziaria e guardia forestale, da concordare con tutti i ministri interessati. I beni demaniali Eppure ci sono tanti interventi che si possono, forse, mettere subito a segno. Perché sperperare danaro in costosissimi affitti quando esistono così tanti immobili pubblici sfitti? «Stiamo analizzando la lista dei beni demaniali disponibili così come di quelli confiscati alla mafia. Il Tesoro ci ha assicurato che ce li metterà a posto. E, allora, procederemo».

Marco Ascione

Fonte: Corriere della sera

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