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Il giudice dà ragione agli statali. Bocciata la restituzione dei contributi in sole quarantacinque rate

Il giudice del Lavoro di Campobasso Laura Scarlatelli ha infatti accolto il ricorso presentato da una dipendente dell’Asrem in servizio presso la casa circondariale, assistita dallo studio legale Ruta e associati. Un provvedimento che a questo punto crea un precedente e che consentirà a circa ottomila impiegati di tutelarsi davanti al Giudice del Lavoro per vedersi riconosciuto il diritto di restituire le somme a suo tempo percepite a titolo di contributi previdenziali secondo una tempistica più favorevole che non incida in maniera troppo onerosa sulle buste paga. Infatti, con l’accoglimento della tesi del legale Maurizio Di Nigro (che insieme agli avvocati Giuliana Ruzzi e Margherita Zezza ha curato i ricorsi, il giudice ha ritenuto che nel rapporto tra il datore di lavoro e il lavoratore la sostanziale modifica delle condizioni di recupero delle somme appare in contrasto con il legittimo affidamento che l’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri del 2002 aveva ingenerato nel dipendente pubblico , specificando che «le concrete modalità della ripetizione non devono essere tali da incidere soverchiatamente sulle esigenze di vita debitore». La questione – è noto – nei mesi scorsi è tornata alla ribalta dopo che l’ex gestione Inpdap ha intimato agli statali molisani di provvedere alla restituzione dei contributi in sole quarantacinque rate. Un duro colpo per i lavoratori che finora si erano visti detrarre, grazie all’ordinanza del 2002, dai venti a trenta euro al mese dalla busta paga. E che con il nuovo provvedimento hanno visto lievitare quella somma fino a trecento euro. Naturalmente il provvedimento ha scatenato reazioni durissime. Sul piede di guerra lavoratori, sindacati, ma anche il mondo politico molisano ha detto no. È partita la mobilitazione che ha visto la nascita di un apposito comitato. Più di mille le firme raccolte e consegnate al Governo Monti. La vicenda nei giorni successivi è approdata sia alla Camera che al Senato, grazie alle interrogazioni dei senatori Della Seta, Ferrante e Di Giacomo, dell’ on. De Micheli e dell’on. Sabrina De Camillis .In tutte le istanze si è chiesta la definizione per una rateizzazione più lunga (dieci anni) degli oneri previdenziali e contributivi. Nel frattempo però alcuni di quei lavoratori hanno scelto le vie legali e ora i primi risultati sono arrivati. Questa mattina sulla questione, lo studio legale Ruta ha indetto una conferenza stampa. L’incontro con i giornalisti avrà inizio alle ore 10:30.

Fonte: Il Tempo

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