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Il diritto del dipendente al rimborso delle quote richieste per l’iscrizione agli Albi professionali

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di L. Boiero (www.ilpersonale.it 11/6/2015)

Il diritto al rimborso della quota annuale di iscrizione all’Elenco speciale annesso all’Albo degli avvocati
La Corte di Cassazione, sez. lavoro civile, sentenza 16 aprile 2015, n. 7776 – ha affrontato una vicenda inerente una richiesta avanzata da un legale relativamente al rimborso della tassa d’iscrizione per il periodo dal 1989 al 2002 all’Albo Avvocati e negata dall’Inps, suo datore di lavoro.
Per i giudici di legittimità la questione che ha dato origine alla controversia in parola, è stata a lungo dibattuta, anche con riguardo agli avvocati dipendenti di enti locali, dinanzi alla Corte dei Conti (specialmente in sede di controllo) e al Giudice amministrativo. Per la Suprema Corte, la questione ha trovato però una soluzione definitiva, dopo che il Consiglio di Stato, con parere reso il 15 marzo 2011 nell’affare n. 678/2010, ha affermato che, quando sussiste il vincolo di esclusività, l’iscrizione all’Albo è funzionale allo svolgimento di un’attività professionale svolta nell’ambito di una prestazione di lavoro dipendente; pertanto, la relativa tassa, rientra tra i costi per lo svolgimento di detta attività, che deve, in via normale, al di fuori dei casi in cui è permesso svolgere altre attività lavorative, gravare sull’ente che beneficia in via esclusiva dei risultati dell’attività dell’Ufficio legale.

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