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Il Commento – Nuove regole in materia di pignoramento degli stipendi e delle pensioni

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di L. Boiero (www.ilpersonale.it 8/10/2015)

l pignoramento dello stipendio
Il d.l. 27 giugno 2015, n. 83 “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”  – Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 132 –  ha apportato  sostanziali novità in materia di pignoramenti di stipendi e  pensioni  modificando il limite  previsto  dall’art. 545 c.p.c. e innalzando  sia le soglie di impignorabilità della pensione in generale che quelle di stipendi e pensioni accreditati sul conto corrente pignorato.
Invero, il nuovo comma aggiunto all’articolo 545 c.p.c. così statuisce: “Le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonchè a titolo di pensione,  di  indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere  pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data  anteriore al  pignoramento; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonchè dalle speciali disposizioni di legge”.

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