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I vincoli al salario accessorio non sono derogabili

salario accessorio

Deliberazione Corte dei Conti – sez. regionale di controllo per la Calabria 24/1/2017 n. 11

Il Comune ha chiesto il parere della Sezione in ordine alla possibilità di superare i limiti di spesa previsti dall’art. 9, comma 2-bis, del D.L. n. 78/2010 per il trattamento del salario accessorio del personale, qualora nel 2010 il relativo importo sia stato sottostimato.

La suddetta norma così dispone:

A decorrere dal 1º gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2014 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non può superare il corrispondente importo dell’anno 2010 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio. A decorrere dal 1°gennaio 2015, le risorse destinate annualmente al trattamento economico accessorio sono decurtate di un importo pari alle riduzioni operate per effetto del precedente periodo”.

La norma è stata già oggetto di esame da parte della Corte dei conti, Sezioni riunite in sede di controllo, che, con la delibera n, 51/2011, hanno rilevato quanto segue: “La ratio del citato art. 9, comma 2-bis, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 è dunque quella di cristallizzare al 2010 il tetto di spesa relativo all’ammontare complessivo delle risorse presenti nei fondi unici che dovrebbero tendenzialmente essere destinate al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”.

Con la suddetta pronuncia la Corte ha chiarito che la norma è di stretta interpretazione e che, ai fini del calcolo del tetto di spesa, occorre sterilizzare, non includendole nel computo dell’importo 2010, le risorse destinate alla progettazione interna ed alle prestazioni professionali dell’avvocatura interna.

Con la delibera n. 26/2014 la Sezione delle autonomie ha ribadito che la norma è inserita “nel quadro delle disposizioni di contenimento della spesa per il personale aventi natura cogente e inderogabile, in quanto rispondenti ad imprescindibili esigenze di riequilibrio della finanza pubblica ancorate al rispetto di rigidi obblighi comunitari. Tale norma è da considerare, quindi, di stretta interpretazione e non sono consentite limitazioni del suo nucleo precettivo in contrasto con il valore semantico dell’espressione normativa utilizzata”.

Ciò posto, la Sezione ritiene che il riferimento contenuto nella norma all’importo dell’anno 2010 per la quantificazione delle risorse per il trattamento accessorio degli anni successivi costituisca un vincolo non superabile. Al contrario sarebbe, infatti, agevole per gli enti sottrarsi alla suddetta disciplina, sostenendo che il relativo importo sia stato sottostimato.

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