Questo articolo è stato letto 361 volte

I permessi spettanti al personale a tempo determinato – Il Commento di S. Simonetti

ufficio_lavoro_permessi

di S. Simonetti 

Il rapporto di lavoro ordinario con le pubbliche amministrazioni è quello a tempo indeterminato.  Così  lapidariamente afferma l’art. 36, comma 1 del d.lgs.165/2001 ma la realtà è ben diversa tanto che il fenomeno del precariato costituisce periodicamente un campo di intervento da parte del legislatore. Va detto chiaramente però  che il fenomeno del precariato non esaurisce i suoi aspetti patologici nel lavoro flessibile ma è tutto incentrato sul cosiddetto lavoro atipico, cioè co.co.co e partite IVA, che in sanità  è la vera piaga, forse insanabile.  I numeri del personale a tempo determinato presente nel S.s.n. non rilevano tuttavia una situazione platealmente fuori norma se si tiene conto che il dato complessivo vede circa 35.000 dipendenti a tempo determinato,  cioè circa il 5% del totale. Se si considera che la percentuale massima ammessa per il solo lavoro in somministrazione è del 7 % del personale in servizio, si può ritenere che la situazione sia ben lontana dalla soglia del 20% fissata per l’imprenditore privato.  Un altro aspetto di nebulosa valutazione è quello della individuazione del personale che risponde realmente alle condizioni dettate dalla legge delle  “esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale”  – cioè sostanzialmente il rapporto di supplenza – da quello che viene utilizzato impropriamente e  non viene stabilizzato per vincoli legislativi, finanziari o per ottuse e perdenti strategie aziendali.

Nei confronti di questi operatori si deve riconoscere che il trattamento normativo ed economico – a parte ovviamente la questione della stabilità del posto – non differisce molto, soprattutto per l’aspetto retributivo. A parte il regime della malattia, la materia che probabilmente presenta le maggiori differenze è quella dei permessi, cioè delle sospensioni legittime del rapporto di lavoro motivate da causali legislative o contrattuali.

Continua a leggere l’articolo

 

Novità editoriale:

procedimento_disciplinare

Il procedimento disciplinare nel pubblico impiego

di Livio Boiero

Il volume risulta importante sia per il datore di lavoro, che deve applicare le sanzioni, sia per il dipendente che si trova coinvolto in un procedimento disciplinare, al fine di impostare correttamente la propria difesa.
Il lavoro prende in considerazione anche le ultime novità in materia di whistleblowers e delle azioni del Governo assunte per contrastare il fenomeno del c.d. “furbetto del cartellino”.

Immagine 1

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>