Questo articolo è stato letto 5 volte

Grillo azzanna pensionati e dipendenti pubblici: «Stipendi insostenibili»

L’urlo è arrivato attraverso un post, ma d’altronde ormai ci siamo abituati.
Certo è l’urlo di un possibile alleato del ticket Bersani-Vendola, che versano in una condizione piuttosto «disperata», visto che le alternative sarebbero l’abbraccio mefitico e mortale con Berlusconi in un «governissimo», o il ritorno al voto: quindi bisogna considerarlo con il nuovo peso che questo urlo acquista, e prenderlo con le molle.
Ma è comunque, ugualmente, «choccante», almeno per alcuni italiani.
In particolare per i dipendenti pubblici e i pensionati (e per le loro famiglie), che ieri si sono visti piovere sul web l’anatema di Beppe Grillo.
Ecco il post a cui ci riferiamo, uscito sul blog di Grillo già martedì 26, e intitolato «Gli italiani non votano mai a caso»: «Ogni mese lo Stato deve pagare 19 milioni di pensioni e 4 milioni di stipendi pubblici.
Questo peso è insostenibile, è un dato di fatto, lo status quo è insostenibile, è possibile alimentarlo solo con nuove tasse e con nuovo debito pubblico, i cui interessi sono pagati anch’essi dalle tasse.
È una macchina infernale che sta prosciugando le risorse del Paese.
Va sostituita con un reddito di cittadinanza».
E vabbè, che il reddito di cittadinanza sia una novità molto apprezzata del «grillismo», si sa, ma che Grillo volesse prosciugare i dipendenti pubblici e i pensionati per metterlo in piedi, questa appare in effetti come una novità, o perlomeno espressa in questi termini e giusto all’indomani del suo successo elettorale.
D’altronde, emerge subito una contraddizione: Grillo ha tra i pilastri del suo programma la valorizzazione della sanità e della scuola pubblica (e non a caso è uno dei punti in cui la sinistra oggi, soprattutto nel bivio davanti a cui si vedono posti Pd e Sel, guarda con più interesse), ma non si capisce a questo punto chi dovrebbe mandare avanti queste (e altre) strutture pubbliche.
Dei robottini costruiti dai giovani genietti del 5Stelle? O forse gli stessi «stipendiati» con il reddito di cittadinanza? Ma non si creerebbe così, abbattuta la «casta» dei dipendenti pubblici, una nuova classe di «foraggiati dalle nostre tasse» (usiamo il suo linguaggio) e per giunta low cost? (visto che, lo ricordiamo, il reddito di cittadinanza che i grillini ipotizzano, dovrebbe aggirarsi intorno ai 1000 euro al mese).
Insomma, la solita confusione e genericità dell’«Urlo», che comunque preoccupa.

Grillo, nel post, distingue tra «quelli che hanno votato 5Stelle e che vogliono un rinnovamento: gli esclusi, gli esodati, coloro che percepiscono una pensione da fame e i piccoli e medi imprenditori che arrivano a suicidarsi»; e, dall’altro lato, «chi ha votato Pdl o il Pdmenoelle» (il Pd, ndr): e cioè «chi vuole la continuità, ovvero una gran parte di dipendenti statali, chi ha una pensione superiore ai 5 mila euro lordi mensili, gli evasori, l’immane cerchia di chi vive di politica».

Infine Grillo ribadisce di non volersi alleare con nessuno: «Nei prossimi giorni assisteremo a una riedizione del governo Monti con un altro Monti.
L’ammucchiata Alfano, Bersani, Casini, come prima delle elezioni.
Il M5S non si allea con nessuno, lo dirò a Napolitano nelle consultazioni».
Una prima risposta arriva dalla segretaria dei dipendenti pubblici Fp Cgil, Rossana Dettori, nel suo blog sull’Unità: «Il lavoro pubblico non è tutto uguale e, come diciamo da tempo, va riformato radicalmente.
Ma ricordiamo che dietro le parole che usa Grillo, “posto di lavoro pubblico”, ci sono ospedali e pronto soccorso, commissariati di polizia e caserme dei vigili del fuoco, asili nido e scuole, servizi sociali per anziani e non autosufficienti, istituzioni democratiche che assicurano funzioni essenziali.
Parlare del lavoro pubblico senza immaginare conseguenze sull’intero sistema dei servizi è, oltre che semplicistico, illogico».
Dal fronte dei pensionati non arrivano commenti (anche perché l’attacco è puntato soprattutto a chi ha pensioni superiori a 5 mila euro lordi), ma la segretaria Spi Cgil Carla Cantone ieri è comunque intervenuta sulla questione delle possibili alleanze Pd-Sel: «È vero – dice – che c’è bisogno di governabilità ma non a qualsiasi prezzo.
Non ci deve essere nessun dialogo e nessun governissimo con la destra e con Berlusconi che hanno rovinato questo paese».

Fonte: Il Manifesto

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>